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Aste immobiliari: nuova normativa per la valutazione degli immobili

8/02/2018 in “MutuiOnline informa

Arrivano le nuove linee guida per valutare gli immobili da mettere all’asta, che da quest’anno devono conformarsi alle definizioni indicate dagli European Valuation Standard 2016 di TEGoVA, dagli International Valuation Standard 2017 e dagli Standard Professionali di Valutazione RICS 2017.

Gli standard, messi a punto grazie a un tavolo tecnico a cui hanno partecipato ABI e Ordini professionali, potranno essere utilizzati da giudici, valutatori, creditori, debitori e tutti stakeholder coinvolti nei processi di gestione e recupero del credito immobiliare.

“Queste linee guida”, spiegano Valeria Giancola e Giuseppe Tedesco, consiglieri nazionali dei commercialisti delegati alle Funzioni giudiziarie, “sono uno strumento utile e atteso. La lunga e dura crisi economica che abbiamo vissuto in questi anni ha fatto crescere notevolmente il numero e l'ammontare complessivo dei crediti inesigibili. In questo quadro, tutti i diversi operatori del settore avevano indubbiamente bisogno di un documento che fornisse loro indicazioni univoche, di un punto di riferimento autorevole per lo svolgimento della propria attività”.

Tra gli aspetti più rilevanti del documento approvato, troviamo:

- la maggiore rilevanza della figura del perito;

- la definizione di “Valore di mercato” dell’immobile in esecuzione;

- un’analisi per individuare i potenziali rischi della transazione immobiliare; 

- l’elaborazione di un certificato di valutazione per la piena accessibilità alle informazioni.

La convenienza di acquistare casa all’asta.

È una valida alternativa al classico mercato immobiliare, visto che nella quasi totalità dei casi l’importo di aggiudicazione è più basso del valore di mercato (fino al 20% inferiore). Nella news "Acquistare casa all’asta con un mutuo. Come fare?" abbiamo evidenziato anche altri vantaggi, ad esempio, per il trasferimento della proprietà dell’immobile non si deve pagare alcuna spesa notarile, essendo l’immobile ceduto con un decreto emanato dal Giudice del Tribunale che ha indetto l’asta. 

Un aiuto con MutuiOnline.it.

Il portale leader in Italia nel settore delle comparazioni online permette all’acquirente dell’immobile all’asta di farsi un’idea sull’eventuale prestito di cui potrà disporre ricorrendo a uno degli istituti di credito convenzionati con il Tribunale competente. Inoltre, consultando l’apposita sezione denominata ACQUISTA ALL’ASTA, con una semplice simulazione si potrà avere l’elenco dei mutui più convenienti per acquisire il bene.

Ipotizzando la richiesta di un impiegato 40enne di Milano (importo domandato di 120.000 euro su un immobile del valore di 200.000 euro, durata del mutuo di 20 anni) si scopre che la soluzione più conveniente a tasso variabile quella proposta da CheBanca! con un costo mensile di 563,67 euro. Il Tasso variabile è dello 0,80% (Taeg 0,92%), con la possibilità di un ulteriore -0,10% di spread. Le spese di istruttoria sono di 750 euro, quelle di perizia zero e l'istituto di credito finanzia un importo massimo del 100% del valore di aggiudicazione. Il prestito è destinato alle persone fisiche – i cittadini comunitari devono essere residenti in Italia da almeno 3 anni – mentre l’età massima affinché il mutuatario possa accedervi è di 80 anni (alla scadenza del mutuo).

Più alta la rata da sostenere in caso di tasso fisso. Il prestito più conveniente è di Crédit Agricole di Cariparma che con Mutuo Crédit Agricole garantisce una spesa mensile di 627,63 euro al Tan Fisso dell’1,92% e Taeg 2,08%. Il prezzo in caso di asta giudiziaria è bloccato per i 60 giorni e l’importo finanziabile sarà massimo l’80% del valore di aggiudicazione. A ogni mutuo sono abbinate due opzioni di flessibilità del piano di ammortamento. La prima è SaltaRata (la possibilità di saltare una rata ogni anno, senza costi aggiuntivi), l'altra è a scelta dal cliente fra SospendiRata (sospensione totale del pagamento delle rate fino a un massimo di 12 mesi), SospendiQuota (sospensione del rimborso della sola quota capitale per 4 volte per un massimo di 24 mesi) e RegolaMutuo (variazione in aumento o in riduzione fino a un massimo di 5 anni della durata originaria una sola volta nel corso della vita del prestito).

A cura di Paola Campanelli
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