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Mutui a tasso fisso: è ancora tempo di affari

2/01/2018 in “MutuiOnline informa

I mutui più gettonati in coda al 2017 sono ancora a tasso fisso. E se il terzo trimestre dell’anno aveva fatto segnare oltre dieci punti in meno rispetto al 2016 ridando vigore al tasso variabile e alla teoria degli esperti secondo cui non bisogna temere di investire su un tasso variabile (si legga a titolo informativo "Perché fidarsi del tasso variabile"), in questa ultima parte dell’anno i tassi tornati ai minimi storici hanno nuovamente dato ragione al tasso fisso, che ha conquistato il 73,9% di chi ha stipulato un mutuo, mentre solo il 22,7% - meno di quinto – ha scelto di sostenere all’inizio una rata più bassa, con l’incertezza dei tassi che in futuro potrebbero aumentare sensibilmente.

Di quanto si sono ridotti ancora i tassi?

Ci risponde l’Osservatorio di MutuiOnline.it, secondo cui il tasso fisso ha fatto un balzo indietro di 0,8 punti percentuali, passando dal 2,17% del mese di ottobre al 2,09% di novembre. Il variabile avrebbe perso molto meno, segnando in questo penultimo mese dell’anno lo 0,93% (era 0,94% a ottobre).

Se confrontiamo i numeri di oggi con quelli del 2012, vediamo che il tasso fisso ha perso oltre 3,5 punti percentuali, mentre il tasso variabile ne perde oltre 2,5.

Qual è la posizione delle banche?

Le evidenze del mese di novembre sono che il 77,2% dei finanziamenti sono stati erogati a tasso fisso, in calo rispetto al periodo precedente che aveva segnato l’83,0%, segno che gli istituti di credito continuano a spingere il tasso fisso ma prospettano anche soluzioni interessanti a tasso variabile: un cliente che sceglie la rata fissa in questo momento, con i tassi ai minimi storici, difficilmente in futuro avrà necessità di surrogare, e dunque costituisce con molta probabilità un cliente certo.

Nel 2017 gli italiani hanno richiesto importi più elevati.

Le migliori condizioni economiche hanno fatto crescere la prospettiva di spesa dei mutuatari, che hanno richiesto in media in questo ultimo trimestre dell’anno importi per 128.190 euro, contro i 125.976 del trimestre precedente. Coerente il dato dal lato delle erogazioni, con importi concessi in media di 123.597 euro (121.052 nel terzo trimestre).

Oltre un terzo degli utenti (il 35,2%) ha domandato tra i 50 ai 100.000 euro, ma un buon 31,3% ha richiesto importi più alti, dai 100 ai 150.000 euro. Le banche hanno erogato finanziamenti destinati all’acquisto di abitazioni principalmente per importi compresi tra i 50 e 100.000 euro (36,4% del campione rilevato), e per un 33,1% dai 100.000 ai 150.000 euro.

20 anni il tempo medio di un finanziamento.

Quasi un terzo delle richieste di mutuo, il 29,1%, avviene per una durata ventennale e lo stesso si dica per i finanziamenti concessi, con il 31,7% del totale del campione. Una buona fetta di utenti necessita di piani di ammortamento molto lunghi, dai 30 ai 40 anni, precisamente il 23,7%, ma il dato si contrae sulle erogazioni, concesse solo nel 19,1% dei casi per periodi di tempo lunghi.

Si finanzia ancora dal 70 all’80% del valore della casa.

L’acquisto della casa avviene soprattutto con un mutuo. I dati dell’Agenzia delle Entrate dicono che nel 2016 sono stati concessi 220 mila prestiti ipotecari da banche e finanziarie per altrettante compravendite abitative, a fronte di un totale di 350 mila transazioni, un dato che sottolinea come i mutui siano indispensabili per il funzionamento del mercato immobiliare.

Altro dato di rilievo che emerge invece dall’Osservatorio di MutuiOnline.it è che quest’anno il 35,95% dei mutui ha finanziato dal 70 all’80% del valore degli immobili, quando solo lo scorso anno lo stesso range aveva riguardato il 29,8% del campione rilevato.

Il nord Italia ancora in testa alle richieste.

Buona parte delle domande di mutuo arriva dal nord Italia (41,0%), e ancora più alte sono le erogazioni da parte degli istituti di credito in questo quarto trimestre del 2017: il 45,8%.

Il 37,1% dei richiedenti nel nostro Paese ha un reddito dai 1.500 ai 2.000 euro e ancora una volta le banche privilegiano i lavoratori con un impiego a tempo indeterminato (86,3%), concedendo mutui solo nel 10,3% dei casi a lavoratori autonomi.

La prima casa prima tra le finalità.

Per quanto la casa perda nella cultura italiana la sua centralità, come abbiamo avuto modo di scrivere in "Gli italiani e la consapevolezza di investire nel mattone", i dati dicono che rimane un traguardo importante per le famiglie. Nel quarto trimestre dell’anno il 46,0% delle richieste e delle concessioni di mutuo hanno avuto come finalità la prima casa, contro il 42,7% di surroghe e sostituzioni (45,4% le surroghe concesse).

Le offerte imperdibili di MutuiOnline.it.

Sul primo portale di comparazione in Italia è possibile ottenere la migliore offerta sul mercato dei mutui. Nella sezione i migliori mutui prima casa di oggi si forniscono quotidianamente le quotazioni dei finanziamenti più convenienti in assoluto sulla base di una simulazione del profilo di cliente medio.  

Se supponiamo che a richiedere il finanziamento sia un impiegato quarantenne residente a Milano che necessita di una somma di 135 mila euro a 25 anni per un valore dell’immobile di 180.000 euro, la migliore occasione il 27 di dicembre, sia che si scelga un tasso fisso che si opti per un tasso variabile, è quella di Unicredit. La rata da corrispondere nel primo caso è di 565,65 euro al Tan dell’1,90% e Taeg 2,05%. Le spese da sostenere sono quelle di istruttoria e perizia rispettivamente per 500 e 211 euro.

La soluzione a tasso variabile prevede le stesse spese e una rata mensile inizialmente di circa 65 euro in meno: 500,69 euro al Tan dello 0,87% e Taeg dell’1,00%.

Unicredit offre la possibilità di scegliere tra i seguenti servizi:
- Taglia Rata, per sospendere il pagamento della quota capitale fino ad un massimo di 12 mesi.
- Riduci Rata, per allungare il piano dei pagamenti fino ad un massimo di 48 mesi.
- Sposta Rata, per slittare in avanti il piano dei pagamenti fino ad un massimo di tre mesi.
Tali servizi sono attivabili su richiesta del cliente a partire dal ventiquattresimo mese successivo all’erogazione, in presenza di regolare ammortamento.

A cura di Paola Campanelli
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