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La casa è un potenziale acquisto per il 20 per cento degli immigrati

13/12/2017 in “MutuiOnline informa

Il ritorno di interesse per il mattone non riguarda solo le famiglie italiane. Secondo alcune stime le transazioni effettuate dagli immigrati avrebbero raggiunto circa l’8% del totale venduto durante gli scorsi mesi del 2017, con una previsione di circa 45 mila operazioni entro la fine dell’anno. Ma non è tutto, perché ci sarebbe un mercato potenziale di un milione di stranieri residenti in Italia che avrebbe un reddito sufficiente per comprare casa, una cifra che rappresenta il 20% di coloro che si sono regolarmente trasferiti sul territorio nazionale. Tuttavia, il problema principale per questi possibili acquirenti è l’inadeguatezza dell’offerta immobiliare e la difficoltà d’accesso al mercato dei mutui.

“La domanda c’è”, spiega Mario Breglia, presidente di SIDIEF (Società Italiana Di Iniziative Edilizie e Fondiarie), “manca del tutto un’offerta adeguata, sia di mercato sia di tipo pubblico, e c’è il problema dell’accesso al mutuo. Molti stranieri che lavorano potrebbero mettere nell’acquisto di un appartamento quello che oggi spendono per l’affitto, fra i 600 e gli 800 euro al mese — cifra che peraltro permetterebbe loro anche di passare ad affitti a canoni concordati — purché il mutuo sia al 90 o 100 per cento del valore dell’immobile, perché solo una piccola parte ha disponibilità di contanti”.

Gli immigrati che hanno avuto la possibilità di comprare un alloggio lo hanno fatto soprattutto negli anni precedenti (circa 850 mila acquisti dal 2007 al 2016), quando le banche concedevano prestiti seguendo criteri meno rigidi – si pensi agli importi erogati con loan-to-value superiore al 90% del valore dell’immobile.

Attualmente il 19,1% degli stranieri residenti abita in una casa di proprietà contro il 64,7% che si è rivolto al mercato dell’affitto. Gli inquilini corrispondono a circa 3,2 milioni di persone, che spesso risiedono in quartieri di bassa qualità dove il prezzo è più accessibile, ma ben serviti dai trasporti pubblici. L’offerta carente di immobili riguarda anche il settore della locazione: le esigenze abitative degli immigrati sono state affrontate in modo più concreto in Europa, visto la presenza di appartamenti con spazi comuni e la possibilità di stipulare contratti flessibili e comprensivi di servizi.

In tema di affitti, gli ultimi dati nazionali di Tecnocasa parlano di una crescita dei canoni durante il primo semestre del 2017, quantificati in un +2% per i monolocali, +1,2% per i bilocali e +1,1% per i trilocali – un argomento di cui si può leggere nell’articolo "L’affitto entra nelle abitudini degli italiani e fa aumentare i canoni di locazione". Guardando la formula di contratto sottoscritta, mantiene la leadership il canone libero con il 57,8%, ma cresce rispetto al 2016 il canone concordato, passato dal 22,9% agli attuali 28,1% e preferito soprattutto nelle città di Genova, Verona e Torino.

L’analisi demografica evidenzia che il 41,2% degli inquilini ha un’età compresa tra i 18 e 34 anni mentre il 25,4% riguarda il range 35-44 anni. Anche per gli italiani, un buon numero di utenti è ancora costretto a rivolgersi alla locazione, in quanto sprovvisti dei requisiti necessari per accedere al mercato del credito (un esempio sono gli under 30 e i nuclei monoreddito). Nella news "Mutui più convenienti con l’euro forte" abbiamo sottolineato che il 3,1% dei finanziamenti totali viene concesso a soggetti che guadagnano meno di 1.000 euro al mese, mentre solo l’1% riguarda contratti stipulati dai lavoratori atipici.

Ricordiamo che il prestito per la casa più conveniente si ottiene comparando le offerte degli istituti di credito su MutuiOnline.it, che propone agli utenti le soluzioni di credito più adatte al proprio profilo di mutuatario. Il portale mette a disposizione anche uno strumento per calcolare la rata del mutuo, ottenendo la rata mensile e il tasso d'interesse massimo che il futuro mutuatario può permettersi. 

All’1 di dicembre, la richiesta per una prima casa da parte di un impiegato 45enne (residente a Roma, importo da finanziare di 140.000 euro, valore immobile 200.000 euro, piano di rimborso con durata di 15 anni, reddito mensile di 3 mila euro) vede come miglior prestito il tasso variabile di Unicredit che con Mutuo Unicredit Tasso Variabile offre una rata mensile di 823,63 euro al Tasso dello 0,77% (Taeg 0,94%). Il finanziamento prevede costi di istruttoria per 500 euro mentre per la perizia la spesa è di soli 211,06 euro. In più, il prodotto include i servizi Taglia Rata (per sospendere il pagamento della quota capitale fino a un massimo di 12 mesi), Riduci Rata (per allungare il piano dei pagamenti fino ad un massimo di 48 mesi) e Sposta Rata (per slittare in avanti il piano dei pagamenti fino ad un massimo di tre mesi).

A cura di Paola Campanelli
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