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Prezzi case: Italia contro resto del mondo

6/12/2017 in “MutuiOnline informa

Dopo gli anni di crisi, il mercato immobiliare ha lentamente recuperato numeri fino a fare ben sperare in una ripresa totale del comparto, ma quello che continua a far specie sono i prezzi delle case, ormai da qualche tempo fermi al periodo di piena crisi. In "Prezzi case: mai così in calo come nel terzo trimestre", una delle nostre news dedicate a questo argomento, scriviamo come i numeri del terzo trimestre parlano di un calo dell’1,7%, la peggiore performance registrata durante il 2017 (dati Idealista.it). Il valore degli immobili scende a una media di 1.818 euro al metro quadro, una cifra più bassa del 5,2% rispetto a un anno fa. Fanno eccezione le città d’arte e i poli di maggiore attrazione occupazionale come Milano e Bologna, ma in generale il contesto meno stabile sul fronte del lavoro e dei salari finisce ancora per comprimere i prezzi.

Se allarghiamo l’analisi al resto del mondo, vediamo come le sorti dei mercati dei Paesi evoluti siano state assai differenti rispetto a quelle dei Paesi emergenti: i dati arrivano dalle statistiche immobiliari pubblicate da BIS, la Bank for International Settlements. E se i primi hanno dovuto recuperare il 15% perso negli anni di crisi (in special modo nel 2011 e 2012), percentuale alla quale si sono avvicinati nel 2017 crescendo in media del 4%, i Paesi emergenti hanno incrementato i prezzi in maniera costante, realizzando in totale negli anni un +17% rispetto al 2008.

Canada, Australia e Stati Uniti sono stati i Paesi evoluti che hanno registrato il tasso di crescita annuo dei prezzi più alto: rispettivamente 16%, 8% e 4%. I Paesi europei e il Regno Unito hanno registrato in media un aumento annuo del 2%, ma il risultato è ancora inferiore del 9% rispetto al 2008 e al periodo pre-crisi.

Tra i Paesi emergenti è l’Asia che si piazza al primo posto come mercato più vivace, con in testa Hong Kong che cresce al ritmo del 19% annuo, quindi la Cina con l’8% e l’India con +65%. I prezzi in media sono in tutto il continente più alti di quelli del 2008 di ben il 27%.

In Sud America si verifica la situazione più anomala, con il Brasile che perde il 6% annuo di valore sui prezzi, ben oltre la media del Paese che è -2%: ma se paragonata al periodo precedente alla crisi, la crescita c’è stata ed è ben evidente, avendo segnato +41% di aumento.

Non vano bene le cose nei Paesi del centro-est Europa, in perdita dal 2008 del 30,9%, fatta eccezione per la Russia che fa rilevare un -8% annuo.

E in Italia? I dati riportati dalla Banca dei regolamenti internazionali parlano di oltre -1% in media ogni anno negli ultimi nove anni, risultato che ha come peggiori solo il Sud Africa, il Brasile e la Russia. Ci sono poi i dati di Idealista.it, che riportiamo nell’articolo "I piccoli segnali di ripresa dei prezzi dell’immobiliare" e che a ottobre registrano finalmente l’inversione di tendenza e un aumento dello 0,5% rispetto al mese precedente. Negativo invece il dato annuale, con -4,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e una media di 1.828 euro al metro quadro. Migliora inoltre la performance dei prezzi nei capoluoghi, con molti grandi centri in ripresa, a partire da Napoli con +2,2%, Bologna (+0,6%), Roma (0,5%) e Firenze (0,1%); altalenante è l’andamento delle province più piccole, con punte come la città di Matera che perde il 10,3%.

Quello che si porterà dietro il calo dei prezzi in alcune fette importanti del mercato immobiliare non è dato sapersi. Quello che si può dire è che variazioni negative dei prezzi penalizzano gli offerenti, costretti a vendere a cifre più basse, ma danno maggiori possibilità agli acquirenti, che sfruttano anche il momento favorevole dei mutui. Nel nostro Paese la presenza di comparatori di finanziamenti come MutuiOnline.it consentono di ottenere un risparmio straordinario, che se unito a un prezzo basso che si riesce ad ottenere per un immobile, rischia di trasformare la compravendita in un vero e proprio affare.

Solo a titolo di esempio, la richiesta di un impiegato di 35 anni residente a Milano per un mutuo di 135.000 euro a 25 anni, valore dell’immobile 180.000 euro, avrà il 25 novembre come soluzione più conveniente quella di Unicredit. Mutuo Unicredit Tasso Finito ha una rata di 565,65 euro al Tan dell’1,90% e Taeg 2,05%. Le spese di istruttoria sono di 500 euro e quelle di perizia 211 euro. Sono zero le spese di incasso rata e di gestione della pratica. La stessa Unicredit offre anche la migliore soluzione a tasso variabile, che prevede una rata di 500,69 euro mensile al Tan dello 0,87% e Taeg 1,00%. Le spese di istruttoria sono 500 euro, quelle di perizia 211 euro. Anche in questo caso il mutuo è diretto a tutte le persone fisiche che agiscono per scopi strettamente personali estranei quindi all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale che eventualmente svolgono. L’età massima del richiedente più giovane alla scadenza del mutuo non può eccedere i 80 anni compiuti.

A cura di Paola Campanelli
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