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L’affitto entra nelle abitudini degli italiani e fa aumentare i canoni di locazione

30/11/2017 in “MutuiOnline informa

Il fenomeno degli affitti continua a prendere rilievo nel nostro Paese, interessando oggi oltre due milioni di immobili a uso abitativo. Una tendenza che si ripercuote inevitabilmente sui canoni di locazione, in crescita durante il primo semestre del 2017 secondo l'Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa del 2% per i monolocali, 1,2% per i bilocali e 1,1% per i trilocali.

A restare invariate sono invece le motivazioni di chi cerca un’abitazione in affitto, con il 60% degli utenti che domanda una prima casa e il 36,6% che è in affitto per motivi di lavoro. Le tipologie di immobili più ricercate sono ancora una volta le soluzioni a due e tre stanze (rispettivamente il 39,6% e 34,7%).

Per quanto riguarda la formula di contratto sottoscritta, mantiene la leadership il canone libero con il 57,8%, ma cresce rispetto al 2016 il canone concordato, passato dal 22,9% agli attuali 28,1% e preferito soprattutto nelle città di Genova, Verona e Torino.

L’analisi demografica evidenzia che il 41,2% degli inquilini ha un’età compresa tra i 18 e 34 anni, il 25,4% tra i 35 e i 44 anni. Continua a essere alto anche il numero degli affittuari single, il 40,1%, fenomeno di cui abbiamo parlato anche nell’articolo "L’affitto è una questione da single". Un buon numero di persone è ancora costretto a rivolgersi alla locazione in quanto sprovvista dei requisiti per accedere al mercato del credito, nello specifico gli under 30 e i nuclei monoreddito, due casi in cui le entrate economiche lasciano poco spazio alla stipula di un mutuo. Nell’articolo "Mutui più convenienti con l’euro forte" abbiamo evidenziato che solo il 3,1% dei finanziamenti totali viene concesso a soggetti che guadagnano meno di 1000 euro al mese, mentre quasi l’88% dei contratti conclusi riguardano clienti che vantano un contratto di lavoro a tempo indeterminato, con un piccolo 1% di lavoratori atipici.

Esaminando la domanda, si nota che è sempre più esigente in termini di qualità dell’immobile, una peculiarità che porta a una maggiore facilità d’affitto per le soluzioni ben arredate e posizionate in quartieri serviti. Particolarmente apprezzate le case con il riscaldamento autonomo, che consentono una riduzione dei costi condominiali.

Il fenomeno della locazione riguarda anche gli studenti, che Tecnocasa quantifica con il 3,4% delle richieste totali. In tema di spese per canoni universitari, è bene tenere a mente che le famiglie possono usufruire dei benefici fiscali messi a punto dal Governo consistenti in una detrazione IRPEF del 19% sulla quota annuale d’affitto. Dal prossimo anno si avrà anche maggiore accesso all’agevolazione, un emendamento al decreto fiscale appena approvato in commissione Bilancio del Senato che prevede come per poter usufruire dello sconto non sia più necessario che i due Comuni – quello di residenza del giovane e quello in cui si prende in affitto la casa – debbano appartenere a una provincia diversa.

I prezzi sempre più bassi delle case, scesi nel terzo trimestre di un ulteriore 1,7%, e le condizioni favorevoli delle banche inducono molti risparmiatori a investire nell’acquisto di una casa da destinare al mercato locativo. La tendenza negativa, riportata in "Prezzi case: mai così in calo come nel terzo trimestre", riguarda quasi tutte le aree italiane, a eccezione di Sardegna (+0,6%), Liguria (+0,4%) e Puglia (+0,2%). I territori in cui si sono riscontrati i maggiori ribassi sono Molise (-3,6%), Marche (-3%), Lombardia (-2,3%) e Campania (2%), mentre per dieci regioni i cali si attestano al di sotto dell’1%.

Chi avesse intenzione di acquistare un immobile da mettere a reddito può farlo anche sottoscrivendo un mutuo. La scelta del finanziamento è bene farla comparando le offerte degli istituti di credito sul portale MutuiOnline.it, che propone agli utenti le soluzioni più adatte al personale profilo di mutuatario. Al 15 di novembre, la richiesta per una seconda casa da parte di un impiegato 50enne (residente a Roma, importo del prestito di 100.000 euro, valore immobile 200.000 euro, durata finanziamento 15 anni, reddito mensile di 3 mila euro) ha come soluzione a tasso fisso più conveniente quella di Cariparma-Crédit AgricoleMutuo Crédit Agricole fa pagare una rata mensile di 620,29 euro al Tan dell’1,49% e Taeg dell’1,89%. Le spese iniziali sono per l'istruttoria di 500 euro, mentre quelle di perizia sono pari a zero. 

Per chi optasse per il tasso variabile, abbiamo invece la formula di CheBanca! che con Mutuo Variabile offre una rata mensile di 585,25 euro al Tasso dello 0,70% (Taeg 1,09%). Il finanziamento prevede costi di istruttoria per 600 euro: la perizia è invece gratuita. Per il mutuatario è previsto un taglio dello 0,10% sullo spread, ma solo nel caso in cui il suo patrimonio totale (minimo 100 mila euro) sia tenuto presso lo stesso istituto.

A cura di Paola Campanelli
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