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Prezzi case: mai così in calo come nel terzo trimestre

15/10/2017 in “MutuiOnline informa

Si susseguono i dati sull’andamento del mercato immobiliare, con gli occhi degli esperti sempre puntati sul tema prezzi. Ce ne siamo occupati nell’articolo "Mercato immobiliare: gli italiani preferiscono i trilocali", dove avevamo riportato quotazioni ancora in ribasso ma con variazioni comunque più contenute rispetto ai mesi precedenti.

Tuttavia le ultime notizie riportate da Idealista.it non sono così positive come ci si aspettava: i numeri del terzo trimestre parlano di un calo dell’1,7%, la peggiore performance registrata dal portale durante il 2017. Il valore degli immobili scende a una media di 1.818 euro al metro quadro, una cifra più bassa del 5,2% rispetto a un anno fa.

“A dieci anni dall’inizio della crisi”, commenta Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’ufficio studi di Idealista, “il real estate italiano non può dirsi ancora del tutto guarito, come dimostra l’andamento negativo dei prezzi delle abitazioni. La domanda ha ripreso vigore dopo una lunga fase di contrazione, ma il contesto meno stabile sul fronte del lavoro e dei salari finisce per comprimere i prezzi. Fanno eccezione le città d’arte e i poli di maggiore attrazione occupazionale come Milano e Bologna”.

La tendenza negativa dei valori immobiliari riguarda quasi tutte le regioni italiane, ad eccezione di Sardegna (+0,6%), Liguria (+0,4%) e Puglia (+0,2%). Tra le aree che scontano i maggiori ribassi troviamo Molise (-3,6%), Marche (-3%), Lombardia (-2,3%) e Campania (2%), mentre per dieci regioni i cali si attestano al di sotto dell’1%.

La Liguria si conferma il territorio con i prezzi più alti, 2.632 euro al metro quadro, seguita dalla Valle d’Aosta (2.466 euro) e dal Lazio (2.464 euro). Situazione opposta invece in Calabria (930 euro), Molise (998 euro) e Sicilia (1.164 euro), che si distinguono per essere le aree più economiche del Paese. Il dato sulle province segnala percentuali con il segno meno a Siena (-5,7%), Cremona (-5,6%) e Belluno (-4,6%) mentre incrementi consistenti si sono verificati a Gorizia (+6,3%), Crotone (+4,6%) e Belluno (+4,4%).

Quanto analizzato si scontra con i miglioramenti del trimestre precedente (da aprile a giugno), quando l’Istat aveva rilevato una risalita dell’Ipab (l’Indice dei prezzi delle abitazioni) dello 0,3% rispetto al gennaio-marzo (un rialzo dovuto sia ai prezzi delle abitazioni nuove, +0,3%, che di quelle usate, +0,2%). Tuttavia i costi degli immobili sono comunque inferiori dello 0,1% se confrontati con la media realizzata nei secondi tre mesi del 2016.

Secondo Confedilizia la flessione complessiva delle quotazioni dal 2010 ad oggi è superiore al 20%, una percentuale che in alcuni casi diventa notevolmente più marcata. L’Associazione punta il dito contro una fiscalità considerata pesante, che si sarebbe addirittura triplicata con l’introduzione dell'IMU. La speranza di Confedilizia è che l’esecutivo intervenga con provvedimenti urgenti nella prossima Finanziaria, in grado di dare una scossa all’intero comparto.

Ricordiamo che variazioni negative dei prezzi penalizzano gli offerenti, costretti a vendere a cifre più basse, ma danno maggiori possibilità agli acquirenti, che sfruttano anche il momento favorevole dei mutui – di cui abbiamo ultimamente parlato nella news "Mutui più convenienti con l’euro forte".

A dominare la scena sono ancora i prestiti a tasso fisso, come dimostra anche il 70% delle erogazioni rilevate dall’Osservatorio di MutuiOnline.it, ma cresce anche l’indicizzato che ultimamente è salito a oltre il 26% del totale concesso.

Con il portale MutuiOnline.it non si sbaglia la scelta del mutuo, che sarà il più conveniente sul mercato e quello più adatto alle proprie esigenze. Per un mutuo variabile a 15 anni (importo di 128.000 euro da rimborsare in 20 anni e valore dell’immobile situato a Novara di 190.000 euro), il portale individua come offerta più economica quella di Unicredit con Mutuo Valore Tuo, a un Tan dello 0,92% e Taeg dell’1,09%: è bene tenere a mente che il tasso finale applicato al cliente è pari alla somma algebrica del parametro di indicizzazione e dello spread.  La rata mensile è di 761,41 euro e le spese di perizia e istruttoria ammontano rispettivamente a 211,06 e 500 euro.

Se si passa al tasso fisso, l’offerta migliore tramite canale tradizionale è quella di Veneto Banca, con un Taeg dell’1,93% (Tan 1,7%). La quota da versare ogni mese ammonta a 806,13 euro, con l’istruttoria che sale a 750 euro, mentre la perizia è di soli 128,10 euro. Per gli utenti che preferiscono la banca online si distingue Widiba, il mutuo 100% digitale che consente di pagare una rata di 760,46 euro (Tasso 0,9%, Taeg 0,94%) e che non applica spese di istruttoria e gestione. Lo spread praticato dall’istituto è determinato in base all’importo del mutuo e al loan-to-value, il rapporto in termini percentuali tra l’importo del finanziamento e il valore dell’immobile: in questo caso, con un LTV fino al 70%, è dello 0,9%.

A cura di Paola Campanelli
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