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Affitti brevi, un successo anche per il 2017

5/10/2017 in “MutuiOnline informa

Continua il boom degli affitti brevi, in ascesa negli ultimi 36 mesi con un trend che ha fatto segnare nella prima parte del 2017 +35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (dati del Centro Studi di Property Managers Italia).

Dell’argomento ci siamo già occupati nella news "Sono le case vacanze l’alloggio preferito dai turisti italiani", dove parliamo del successo del mercato delle seconde abitazioni da locare.

Gli aggiornamenti sulla situazione degli affitti brevi in Italia arrivano dall’Osservatorio di Halldis S.p.A., una società italiana che opera nella locazione temporanea di immobili gestiti per conto dei proprietari e affittati per uso turistico ed esigenze di lavoro. L’indagine ha confrontato le rilevazioni del primo semestre 2017 con quelle della seconda parte del 2016, distinguendo i soggiorni short-term brevi, con durata inferiore ai 30 giorni, da quelli short-term lunghi, che superano il mese.

La città di Venezia risulta la destinazione più costosa in entrambi i semestri, seguita da Firenze, Bologna, Milano e Roma. Il bollettino evidenzia il forte incremento dei prezzi sia nella città lagunare, dai precedenti 227 euro ai 295 di quest’anno (+29,8%), che nel capoluogo lombardo, +9,3% sui precedenti 6 mesi imputabile agli eventi fieristici internazionali che si sono concentrati durante il 2017.

Le prenotazioni effettuate tramite Halldis vedono prevalere i clienti con fascia di età 25-34 anni: per quanto riguarda la nazionalità, prevalgono gli italiani, 53%, seguiti dagli statunitensi, 7%, e dai britannici (4%). Da segnalare la crescita tra il 2016 e il 2017 dei viaggiatori canadesi (+12%) e indiani (+4,8%).

Le città in cui si soggiorna più a lungo in questo primo semestre sono ancora una volta Milano e Roma, entrambe sia a scopo turistico che per lavoro. La permanenza media per le due metropoli, relativamente agli short-term brevi, si aggira sugli 8 giorni, la durata è invece molto più bassa a Venezia, il cui valore si attesta poco sopra i 2 giorni.

“Questo studio”, spiega Alberto Melgrati, presidente di Halldis, “conferma che il settore è in crescita e può essere un volano per l’economia e per il turismo. Questa è un'opportunità per le città, dove la casa che non è prima abitazione spesso rappresenta per i proprietari più che una fonte di reddito un problema in termini di burocrazia e gestione. Ma si pensi anche alle località di villeggiatura, dove si sposano l'esigenza di aumentare la disponibilità e varietà ricettiva da parte dei Comuni e la grande disponibilità potenziale di seconde case sempre più vuote per gran parte dell’anno”.

In Italia si contano circa 34,4 milioni di immobili, di cui 13 milioni di seconde case e oltre 6 milioni di abitazioni a disposizione per la locazione. Gli affitti brevi riguardano più di 500 mila immobili, recentemente interessati dalla nuova normativa che regola gli aspetti fiscali e trattata nell’articolo "Affitti brevi: i limiti della tassa Airbnb". Dal mese di giugno infatti è previsto l’obbligo per gli intermediari immobiliari di operare le ritenute del 21% sugli affitti incassati e versati ai locatori.

Il decreto legge 50/2017 specifica che la ritenuta dovrà avvenire solo all’atto del pagamento al beneficiario e non quando i mediatori ricevono i soldi dagli affittuari, mentre potrà essere versata al Fisco entro la metà del mese successivo.

Il provvedimento dell’esecutivo ha lo scopo di ridurre il fenomeno delle locazioni in nero, visto che il legislatore si assicura un prelievo su tutti gli affitti turistici brevi senza passare dal locatore (il quale si troverà a essere soggetto passivo della ritenuta).

Ricordiamo che volendo acquistare una seconda casa a scopo di investimento, è possibile sottoscrivere un finanziamento a condizioni particolarmente vantaggiose. Su MutuiOnline.it l’utente può confrontare le migliori offerta di mutuo attualmente sul mercato, scegliendo la tipologia di tasso preferita. La richiesta al 3 di ottobre di un impiegato 40enne (residente a Sassari, prestito di 105.000 euro da restituire in 20 anni, valore dell’immobile di 200.000 euro) ha come proposta a tasso variabile più conveniente Mutuo Valore Tuo di Unicredit. La quota mensile da corrispondere è di 479,01 euro, al Tasso dello 0,92% e Taeg all’1,27%. Le spese di istruttoria sono di 500 euro, la perizia invece costa 211,06 euro.

Conveniente anche l’opzione a tasso fisso di BNL – Gruppo BNP Paribas che con Mutuo Spensierato offre una quota mensile di 521,29 euro (Tan 1,8%, Taeg 2,2%). Spese di istruttoria e perizia sono di 840 e 300 euro e l’erogazione della somma avviene in contemporanea con la stipula del prestito.

A cura di Paola Campanelli
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