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L’affitto è una questione da single

27/06/2017 in “MutuiOnline informa

Cresce in maniera importante il business degli affitti delle seconde case, sempre meno dimora di vacanze e sempre di più bene da mettere a reddito. Ne abbiamo parlato in "Il business degli affitti delle seconde case", dove diamo i numeri del mercato delle seconde case, destinate a soddisfare una crescente domanda di alloggi da parte non solo di inquilini che la usano come residenza abituale, ma sempre più alloggio temporaneo per viaggiatori di tutto il mondo.

Ci viene in aiuto un’analisi condotta dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che ha raccolto i dati relativi ai contratti di affitto stipulati attraverso le loro agenzie negli ultimi sei mesi del 2016, fornendo una fotografia precisa degli utenti. La prima evidenza della ricerca riguarda il target degli affitti, perché nel 41,2% dei casi si tratta di single. La cultura italiana vuole che la casa di proprietà sia un passo da compiere necessariamente quando si è in coppia, ma nella pratica acquistare un immobile quando si è in due è molto meno oneroso che fare il grande passo da soli. Nonostante tutto, un buon 34,5% di affittuari sono ancora coppie senza figli e il 24,3% coppie con figli.

È il bilocale il taglio maggiormente affittato, coprendo questa tipologia di immobile il 40,5% del campione. Le metrature più grandi, tre e quattro locali, sono state scelte dal 35,3% e 13,7% rispettivamente degli inquilini, mentre il 7,8% ha scelto un monolocale e un piccolo 2,7% un cinque locali.

La finalità per cui si occupa un appartamento in affitto è principalmente di natura abitativa: il 55,3% sceglie quell’appartamento come dimora residenziale. Più di un terzo degli affitti è invece alimentato dai lavoratori fuori sede, il 36,1% e l’8,6% degli affitti accolgono studenti, percentuale in crescita dal 2015 del 2,2%.

Interessante il dato sul tipo di contratto stipulato per l’affitto. Abbiamo trattato questo argomento in maniera dettagliata nella news "Canone concordato: novità e numeri inaspettati" dove specifichiamo che secondo una ricerca di Solo Affitti il 53,9% dei contratti di affitto sono stati stipulati a canone concordato: oltre la metà, e in crescita rispetto al 53,4% dello scorso anno. Il centro e il nord Italia sarebbero le zone dove è usato maggiormente, con in testa tre comuni virtuosi: Verona, dove la sua diffusione riguarda praticamente la totalità dei contratti di affitto (il 99%), Grosseto con il 96% e Forlì con il 93%. A seguire troveremmo tre capoluoghi del Centro, Latina, Livorno e Perugia, con un valore molto simile, intorno all’88%.

Disallineato il dato nelle mani dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, secondo il quale il canone concordato ha riguardato il 27,2% dei contratti di affitto, mentre il 55,3% sarebbe stato concluso a canone libero e il 17,5% sarebbero invece contratti di tipo transitorio. Di fatto, il dato varia molto - come visto nella news sopra – a seconda della città, visto che nei centri dove i prezzi degli affitti sono molto alti la tendenza è stipulare contratti a canone libero.

I dati di Tecnocasa registrano comunque rispetto all’anno precedente un aumento di quasi il 7% nella stipula di contratti a canone concordato da 3 anni più 2, passati dal 20,3% del 2015 al 27,2% del 2016.

Ricordiamo per chi avesse intenzione di acquistare un immobile da mettere a reddito che la scelta del migliore prodotto è bene farla comparando le offerte degli istituti di credito sul portale MutuiOnline.it. Al 19 di giugno, la richiesta di un impiegato di 45 anni residente a Roma di un importo di mutuo per 110.000 euro, valore immobile 160.000 euro, durata finanziamento 20 anni, ha come soluzione a tasso fisso più conveniente quella di IW Bank Private Investments. Mutuo a Tasso Fisso ha una rata mensile di 556,47 euro al Tan del 2,00% e Taeg 2,33%. Le spese iniziali sono per l'istruttoria di 600 euro, mentre quelle di perizia sono zero. 

Per chi optasse per il tasso variabile, abbiamo invece la formula di Webank.it che con Mutuo Variabile prevede una rata mensile di 505,89 euro al Tan dell'1,00% e Taeg 1,21%. Il finanziamento non prevede alcun costo di istruttoria e gestione e anche la perizia è gratuita. Inclusa nell'offerta, la banca offre inoltre l'assicurazione casa gratuita.

A cura di Paola Campanelli
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