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Euribor: spunta la tesi dell’ibrido

16/05/2017 in “MutuiOnline informa

Il prezzo di un mutuo a tasso variabile è notoriamente legato all’andamento dell’Euribor, il tasso medio applicato per operazioni a termine effettuate tra primari istituti di credito sul mercato interbancario. L’Euro Interbank Offered Rate nella definizione del costo di un finanziamento varia in funzione della sua durata.

Il criterio che valuta l’Euribor in base alle effettive transazioni avvenute sul mercato ha tuttavia suscitato non poche perplessità ed è stato messo in discussione dall’Emmi, l’European Money Market Institute, visto che gli scambi sul mercato sono in questo momento pochissimi e comprometterebbero l’affidabilità dei valori dell’Euribor. Come spiega infatti Maria Cannata, direttore del Debito Pubblico “in un mercato così sottile, un sistema di rilevazioni legato alle sole transazioni porterebbe con sé il rischio di una elevata volatilità del parametro e non servirebbe a evitare possibili manipolazioni”.

Resta fermo che il fatidico indice che determina la volatilità dei tassi di interesse a ottobre del 2008 segnava il valore del 5,419%, quando le rilevazioni dello scorso 8 maggio lo davano a -0,336%. L’Euribor rimane dunque molto basso e come abbiamo scritto nella news "Tasso variabile: perché sceglierlo?", secondo gli analisti questo determinerà un valore del tasso variabile intorno all’1% fino al 2022 circa, ciò che induce a pensare che la scelta di un mutuo a tasso variabile sia comunque in questo momento vincente rispetto a quella di uno a tasso fisso. Una soluzione prospettata dalla Emmi, ma che ancora non ha trovato piena approvazione, è quella di un Euribor 'ibrido', il cui valore non è dato solo dalle transazioni del mercato, ma quando queste non fossero disponibili, da 'altri prezzi'. Un criterio che permetterebbe di conferire maggiore attendibilità all’indice al quale il tasso variabile si aggancia ed eviterebbe oscillazioni determinate da manipolazioni che inevitabilmente il mercato finanziario potrebbe riservare.

In attesa che questo metodo di valutazione venga approvato e si pensa ci vorranno almeno un paio di anni, ricordiamo che agli attuali valori negativi dell’Euribor stipulare un mutuo a tasso variabile costituisce adesso un vero affare. Il perché lo abbiamo spiegato in "Il mutuo variabile vince in convenienza", dove nel confronto con il tasso fisso e nella valutazione delle prospettive, abbiamo considerato come un mutuo che non sia troppo a lungo termine potrà godere dei vantaggi dell’Euribor per diversi anni. E se in futuro i fatti dell’economia dovessero contrastare questa tesi, ci sarà sempre la possibilità di cambiare idea ricorrendo alla surroga.

Un esempio concreto possiamo ritrovarlo facendo una simulazione sul portale MutuiOnline.it, dove è possibile trovare le migliori offerte di mutuo a seconda della finalità del finanziamento: prima casa, seconda casa, ristrutturazione, surroga.

Supponendo di dover valutare la richiesta di un impiegato di 35 anni milanese, importo del mutuo 135.000 euro con durata 25 anni, valore immobile 180.000 euro, il mutuo offerto da Deutsche Bank propone una rata di 506,34 euro. Il Tasso applicato è dello 0,96% (Taeg 1,05%), con le spese di istruttoria che ammontano a 700 euro e quelle di perizia a 390 euro.  È richiesto l'addebito delle rate presso un conto corrente bancario intestato ad almeno uno dei richiedenti del mutuo, mentre la banca si fa carico della spesa della polizza a copertura del rischio incendio e scoppio dell’immobile.

Molto conveniente anche la soluzione del Banco di Sardegna, che con Mutuo Facile Tasso Variabile Euribor offre una rata di 511,66 euro al Tan dell’1,05% e Taeg 1,21%. Le spese sono per l’istruttoria, di 700 euro e di perizia per 254 euro. Il prodotto è rivolto a lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, lavoratori autonomi, liberi professionisti e pensionati. Il parametro di indicizzazione all’erogazione è l’Euribor 6 mesi 365 rilevato il quart’ultimo giorno lavorativo di ogni mese.

A cura di Paola Campanelli
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