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Segno più per gli investimenti sul mercato immobiliare

17/11/2016 in “MutuiOnline informa

Buoni i dati sul fronte degli investimenti nel mercato immobiliare italiano. Nel terzo trimestre 2016 sono stati impiegati nel settore del Real Estate poco più di 1,7 miliardi di euro, un dato in crescita del 17% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, proprio in netto contrasto con quello che sta accadendo per i contratti di locazione. Il valore è stato rilevato da un’indagine della CBRE (Commercial Real Estate Services), una società che effettua consulenza in ambito immobiliare.

Il volume delle transazioni italiane è salito tra gennaio e settembre a 5,4 miliardi di euro, una cifra superiore del 5% rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2015, mentre a livello europeo si parla di circa 163 miliardi di euro, un dato in calo del 16%. Durante il terzo trimestre si registra un’inversione di tendenza per quanto riguarda il capitale domestico che ha pesato per il 51% sul totale degli investimenti (era il 21% tra aprile e giugno). La parte restante ha riguardato il capitale straniero, che con 856 milioni di euro è risultato in calo del 32% rispetto agli stessi tre mesi di un anno fa.

La maggior quota di investimenti ha interessato il comparto retail (830 milioni di euro e +176% rispetto al terzo trimestre 2015), seguito dagli uffici (444 milioni di euro e -36%) e dal settore alberghiero (285 milioni investiti e +8%).

La città preferita per investire resta Milano (tra le più attraenti al mondo secondo Pwc) che dall’inizio del 2016 ha raggiunto la quota di 1,8 miliardi di euro e 388 milioni da luglio. In linea con quest’ultimo risultato anche la provincia di Roma, con gli impieghi – in crescita – che ammontano a circa 375 milioni di euro.

“L’interesse per il settore immobiliare”, spiega Alessandro Mazzanti, CEO di CBRE Italia, “si è confermato forte in questi primi 9 mesi, con un’attività più dinamica se guardiamo al numero dei deal, quasi raddoppiato rispetto al 2015. È interessante notare come il dato italiano sia in controtendenza rispetto a quello europeo, il che dimostra come il ciclo immobiliare italiano sia ritardato rispetto a quello europeo. L’aumento della quota di capitale domestico investito è indice di un mercato che ricomincia a guadagnare interesse anche agli occhi degli stessi investitori italiani, tuttavia il decremento degli investimenti esteri non è incoraggiante, soprattutto in vista del risultato del referendum che, se negativo, potrebbe non rassicurare gli investitori internazionali”.

L’ottimo momento per il mercato italiano è confermato anche da un’indagine condotta da Immobiliare.it. Il portale, analizzando un campione di oltre 1.500 individui impegnati nel terzo trimestre nella ricerca di un immobile in vendita o in affitto, ha stabilito che il 70,4% degli intervistati considera l’attuale periodo favorevole per comprare casa. Gli acquirenti scettici hanno rappresentato solo l’8,4% del totale.

La maggiore positività è stata riscontrata fra le donne e nel centro Italia, la macro area dove ne sono convinti il 71,7% degli intervistati, che diventano il 70,2% al Sud e il 69,5% al Nord.

Chi volesse acquistare casa può usufruire anche dei bassi tassi di interesse dei finanziamenti offerti. Attraverso il portale di MutuiOnline.it è possibile individuare il mutuo più conveniente tra le tante proposte di oltre 65 istituti di credito. La rata più bassa al 17 novembre 2016 – richiesta di un 40enne che acquista una prima abitazione, reddito mensile di 2.600 euro, importo di 110 mila euro da restituire in 20 anni, valore dell’immobile 160.000 euro – è quella del prestito a tasso variabile di Veneto Banca, ovvero 500,99 euro mensili al tasso dell’0,90% (Taeg 1,08%). Le spese di istruttoria ammontano a 550,00 euro mentre quelle di perizia sono pari a 128,10. A tasso fisso si distingue invece Intesa Sanpaolo che permette di pagare 538,42 euro al Tan dell’1,65% (Taeg 1,86%). Istruttoria e perizia sono rispettivamente di 600,00 e 320,00 euro.

A cura di Paola Campanelli
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