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Mutui, l’exploit dei tassi fissi dopo la Brexit

26/07/2016 in “MutuiOnline informa

L’uscita della Gran Bretagna dall’Eurozona diventa un’occasione per coloro che stanno stipulando un mutuo a tasso fisso, visto che l’incertezza dei mercati ha portato questo tipo di finanziamenti alle migliori condizioni di sempre e lo spread con il tasso variabile si è assottigliato in maniera evidente.

L’indice di riferimento al quale si aggancia il tasso fisso, l’Eurirs a 20 e 30 anni, è precipitato allo 0,75%. La situazione porterà presumibilmente a far aumentare i mutuatari che punteranno su questa formula, alimentando il trend di crescita iniziato lo scorso anno. Secondo l’ultimo Osservatorio di MutuiOnline.it nel primo semestre del 2016 i prestiti a tasso fisso hanno riguardato il 65,5% delle domande e il 70,9% delle erogazioni effettivamente concesse.

Questo andamento favorisce inoltre il fenomeno delle surroghe. “Si registra attualmente la domanda di chi magari aveva già surrogato a tasso fisso sopra il 3%”, spiega il Direttore Marketing di MutuiOnline, Roberto Anedda, “e può portarsi a casa un altro punto di sconto. O anche di chi ha in corso un tasso variabile e preferisce mettersi al riparo con un modesto rialzo della rata che paga ora”.

Nel caso in cui steste pensando di cambiare le condizioni di pagamento del vostro mutuo, per sfruttare i nuovi convenienti tassi, su MutuiOnline.it è possibile effettuare un preventivo di surroga ed ottenere quello che si cerca: il risparmio.

Il dato sulle richieste dei clienti è confermato anche dal rapporto dell’ABI, Associazione Bancaria Italiana, secondo cui i due terzi dei nuovi mutuatari preferisce il tasso fisso. L’Associazione rileva anche che il tasso di interesse medio sui nuovi finanziamenti si è attestato al 2,21% contro il 2,25% del mese precedente, valore di gran lunga inferiore rispetto a quanto riscontrato nel 2007, quando viaggiava sui livelli del 5,7%.

Per valutare la reale convenienza del mutuo a tasso fisso Corriere Economia ha effettuato un’indagine che, attraverso una simulazione di prestito in 21 istituti di credito, lo mette a confronto con quello a tasso variabile.

La ricerca simula un prestito da 120 mila euro in 20 anni stipulato per finanziare l’acquisto di una casa del valore di 180 mila euro, per cui si riscontra una minor spesa per l’indicizzato che varia, in base alla banca e per tutta la durata del prestito, dai 6mila ai 20mila euro. Tuttavia, il calcolo – effettuato grazie ai dati di MutuiOnline – è solo teorico e rapportato a un costo del denaro fermo agli attuali livelli per il periodo considerato: dunque, un’ipotesi che difficilmente si potrà verificare.

La differenza minore nel costo complessivo è quella rilevabile dalla proposta di Intesa Sanpaolo. Il gap di tasso tra i due prodotti è dello 0,57%, portando la differenza a soli 32 euro al mese tra le rate dei due mutui.

Considerando la media dei 21 intermediari presi in considerazione dall'indagine, si rileva che il tasso fisso ha una rata di circa 630 euro al mese mentre il variabile di quasi 571 euro. La maggiore spesa iniziale per il mutuo fisso si giustifica però con la sicurezza di non vedere aumentare la quota in caso di rialzo del costo del denaro. Se l’Euribor, l’indice di riferimento dell’indicizzato, salisse nel breve periodo di due punti, il pagamento mensile del mutuatario salirebbe di oltre 190 euro (da 571 a 763 euro): la supposizione potrebbe sembrare improbabile visto l’attuale scenario macroeconomico, ma non del tutto infondata se si considera che pochi anni fa l’Euribor era più alto di sei punti. Dunque, il tasso fisso sembrerebbe la scelta giusta sia per un mutuo di 30 anni che per uno di 10.

Se state dunque pensando di accendere un mutuo, su MutuiOnline.it è possibile trovare l'offerta più adatta alle proprie esigenze, in pochi click e con la consulenza di consolidati professionisti del settore.

A cura di Paola Campanelli
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