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Tassi negativi, ma cosa succede allo spread?

16/03/2016 in “MutuiOnline informa

tassi e spread

I tassi di interesse resteranno bassi ancora a lungo. È quanto ha dichiarato Mario Draghi, presidente della BCE, in occasione dell’ennesimo tentativo di allargare la stretta sul credito da parte delle banche e agevolare l’accesso a nuovi prestiti per famiglie e imprese. La nuova manovra ha ottenuto l’effetto immediato di una riduzione dell’Euribor, determinando la discesa da -0,3% a -0,4%.

L’Euribor è il parametro principale al quale è ancorato il tasso finale dei finanziamenti variabili. Il saggio di interesse finale è la somma algebrica tra il parametro di indicizzazione - l’Euribor appunto - e una seconda componente, lo spread, vale a dire la quota di interessi applicata dalle banche. Su quest’ultimo esiste un margine di manovra dettato principalmente da criteri concorrenziali, visto che le banche che applicano tassi più bassi sono evidentemente più competitive. Capita tuttavia che alcuni istituti si tutelino dalla corsa al ribasso dei tassi definendo un “tetto minimo” o “floor clause” sotto il quale lo spread non potrà scendere.

È proprio lo spread al centro dell’ultima questione che ha ispirato una lettera che il 3 febbraio la Banca d’Italia ha inviato agli istituti di credito, facendo riferimento all’ipotesi che alcune banche possano aver “neutralizzato l’erosione dello spread derivante dal sopravvenuto valore negativo del parametro, attribuendo a quest’ultimo valore pari a zero e questo ha determinato l’applicazione di tassi non allineati con le rispettive previsioni contrattuali”.

Nonostante gran parte degli istituti bancari abbia finora applicato regolarmente l’Euribor negativo ai mutui in essere, senza alcuna limitazione al suo valore, la Banca d’Italia ha voluto dunque scrivere un richiamo ufficiale rivolto alle banche che invece non ne avessero tenuto conto e nel calcolo del tasso variabile avessero utilizzato clausole di “tasso minimo”.

Questo pratica è regolare, ma deve essere prevista dal contratto. Chi ha già un mutuo a tasso variabile deve allora verificare se il proprio contratto preveda una clausola del genere e, nel caso riscontrasse un calcolo del tasso non conforme al contratto stesso, richiedere il rimborso degli interessi pagati in più. La lettera specifica infatti che “in caso di violazioni le banche saranno obbligate a provvedere alle conseguenti restituzioni delle somme incassate indebitamente”. Per contro, il cliente che ritiene di essere stato raggirato potrà presentare un esposto alla Banca d’Italia e fare ricorso all’Arbitro bancario finanziario.

Per chi voglia sottoscrivere un nuovo mutuo a tasso variabile, diventa quindi importante confrontare le offerte dei diversi istituti e il dettaglio delle schede prodotto; per questo fine, viene in aiuto MutuiOnline.it, il principale sito italiano di comparazione di mutui, dove è possibile mettere a confronto le migliori offerte dei principali istituti di credito e, oltre a richiedere un preventivo gratuito, prendere visione nel dettaglio delle condizioni praticate dalle banche. In questo modo sarà possibile godere in pieno dell’Euribor negativo.

A cura di Paola Campanelli
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