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Notai battono avvocati: ancora a loro le transazioni sotto i 100.000 euro

2/09/2015 in “MutuiOnline informa

autenticazione

Il 20 febbraio di quest’anno il Consiglio dei Ministri introduceva all’interno del disegno di legge sulla concorrenza e sul mercato una modifica sostanziale in tema di transazioni immobiliari: per alcuni tipi di compravendite immobiliari e societarie, l’atto scritto poteva vedere autenticate le relative sottoscrizioni anche da parte di avvocati abilitati al patrocinio, purché muniti di copertura assicurativa almeno pari al valore del bene oggetto del contratto.

Le condizioni sottostanti alla norma consideravano che oggetto della transazione fosse un immobile non residenziale e quindi non adibito a uso abitativo e che il suo valore fosse inferiore ai 100.000 euro. In questo caso, il decreto stabiliva che nella redazione e autenticazione potesse anche essere evitata la presenza del notaio, rimuovendo per questo tipo di atti il regime dei controlli di legalità affidati fino ad allora al Notariato.

Il provvedimento avrebbe comportato una perdita di gettito per le casse degli archivi notarili pari a 23 milioni di euro l’anno e la rinuncia alle verifiche in materia antiriciclaggio: considerato che attualmente il 91% delle segnalazioni provengono da notai, la nuova norma avrebbe compromesso l’affidabilità dei pubblici registri.

Perentoria la reazione del Consiglio Nazionale del Notariato, che aveva espresso forti preoccupazioni e dubbi a riguardo dichiarando che i cittadini sarebbero stati in questo modo esposti a “forti rischi di criminalità, abusi e frodi”.

Ma già agli inizi di luglio la Commissione Giustizia aveva giudicato questa norma “contraria al principio costituzionale della ragionevolezza, dal momento che il valore economico degli immobili, sia pure limitato, non può rappresentare il parametro sul quale graduare il livello di certezza giuridica”. Quest’ultimo è infatti un principio generale stabilito dall’Unione Europea, secondo il quale giudizio il notaio esercita "un controllo di legalità e di liceità" attraverso diverse verifiche, attività che non può essere adempiuta dagli avvocati. Sempre secondo la Commissione, il decreto rischierebbe di essere un facile strumento di elusione della normativa antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo.

Oggi, a distanza di qualche mese, viene respinta quella stessa disposizione contenuta nell’articolo 28 che aveva tolto ai notai la competenza di autentificazione degli atti, ristabilendo i notai stessi come unici professionisti incaricati di certificare la compravendita, anche per transazioni inferiori ai 100.000 euro.

Non solo. Le commissioni Finanza e Attività Produttive della Camera hanno approvato una nuova  norma che sostituisce l’articolo 28 del DDL concorrenza e attribuisce un’ulteriore competenza a vantaggio della categoria dei notai: il registro delle successioni sarà tenuto non più dai tribunali ma dal Consiglio Nazionale del Notariato.

Inoltre, sempre secondo lo stesso disegno di legge, resta valida la modifica sull’allargamento della pianta organica dei professionisti a disposizione, che aumenterà in proporzione agli abitanti: un notaio ogni 5.000 cittadini, contro l’uno ogni 7.000 previsto oggi. Una legge che porterebbe il numero di professionisti dagli attuali 7.000 fino a 10-12 mila.

A cura di Paola Campanelli
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