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I mini-spread che fanno bene ai mutui

8/01/2015 in “MutuiOnline informa

mini spread e mutui

L’epoca degli spread sotto l’1%, quella che nel 2007 e 2008 non faceva differenza tra un mutuo richiesto al 50% del valore dell’immobile o del suo 80 per cento, è oramai finita. Ma il 2015 si prevede positivo e già dal 2014 gli istituti di credito hanno iniziato a proporre tassi sempre più convenienti e formule di finanziamento innovative.

Quando parliamo di spread facciamo riferimento al differenziale tra i rendimenti dei nostri Btp e i Bund tedeschi: il mini-spread è un differenziale attestato sotto i 300 punti, ciò che in termini di vantaggi si traduce nella riduzione del costo dei prestiti per famiglie e imprese.

Tuttavia, gli istituti di credito continuano a fare selezione e a differenziare lo spread in base al loan to value: chi chiede un mutuo al 50% risparmia in media 50 punti base rispetto a chi invece lo chiede per l’80% del valore della casa. Per intenderci, nel primo caso il mutuatario può ottenere un tasso variabile fino all’1,9%, nel secondo si può arrivare a un tasso del 2,4%. La percentuale aumenta soltanto, per la maggior parte dei casi, quando il mutuo richiesto supera l’80% del valore stimato dell’immobile.

Per il 2015 si prevede una riduzione della forbice tra valori minimi e massimi del tasso praticato - l’1,6% e il 2,1% (fonte CRIF) -, soglia minima e massima che garantirebbero l’accessibilità ai finanziamenti da parte delle famiglie con condizioni meno onerose e terrebbero le banche lontane dal rischio di erogare mutui sottocosto.

Anche le imprese trarranno beneficio dai ridotti livelli di spread, perché potranno accedere ai finanziamenti ed emettere obbligazioni a tassi più competitivi rispetto anche agli altri paesi europei.

Nei programmi delle banche c’è l’impiego di maggiore liquidità nell’erogazione dei mutui, anche in conseguenza dei risicati margini del trading sui titoli di Stato, mentre nuova linfa alle erogazioni arriverà ancora una volta dalle surroghe. I dati degli ultimi mesi rilevano in verità un atteggiamento di cautela da parte delle banche, la cui disponibilità alla rinegoziazione è sempre più spesso subordinata alla ‘bontà’ del mutuatario.

Ecco allora alcuni esempi dei prodotti più convenienti del momento, disponibili su MutuiOnline.it, pensati per l'acquisto della prima o della seconda casa.

Deutsche Bank propone il Mutuo Pratico a Tasso Variabile per l’acquisto della prima o della seconda casa, a uno spread dell’1,89% (Euribor a 3 mesi), se l'importo erogato non supera il 60% del valore dell’immobile. Lo spread è del 2,15% se il loan to value è maggiore del 60%. Inclusa nella promozione, l’assicurazione incendio e scoppio.

E' di Unicredit il Mutuo Valore Italia: ideato per l'acquisto del'abitazione e disponibile fino all'80% del minore tra il valore di perizia dell'immobile offerto in garanzia e il prezzo di acquisto. L'importo minimo finanziabile è di 50.000 euro. Il tasso è calcolato sulla base della durata, prendendo a riferimento l'euribor a 3 mesi. Ad esempio per un mutuo a tasso variabile a 15 anni, verrà applicato uno spread di 1,75%. All'8 gennaio, sempre utilizzando lo strumento di comparazione disponibile su MutuiOnline.it, il tasso finale risulterà essere 1,82%.

E infine Banca Credem, con Mutuo Verso Casa: spread ridotto all'1,85% per durate fino a 20 anni e una copertura del finanziamento pari al 50% massimo del valore dell’immobile. Come evidenziato in comunicazione, il mutuo di Banca Credem conviene due volte, perché oltre al basso spread offerto, permette di non pagare alcun interesse per i primi sei mesi. Il mutuo è disponibile comunque per tutte le altre durate, da 10 a 35 anni e l'importo finanziabile può arrivare al 95% del valore di perizia.

A cura di Paola Campanelli
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