Altri marchi del Gruppo:
Trovaprezzi
Prestitionline.it
Segugio.it
Chiama gratis 800 99 99 95 Chiama gratis 800 99 99 95

Boccata d’ossigeno per i mutui con il taglio ai tassi BCE, ma il mercato resta difficile.

04/11/2011

Dopo appena tre giorni di insediamento alla presidenza della Banca Centrale Europea, Mario Draghi ha esordito con un taglio dei tassi, portando il tasso BCE all’1,25%. Il taglio è giunto in maniera abbastanza inaspettata, la gran parte degli osservatori riteneva che la Banca Centrale avrebbe atteso che i valori dell’inflazione si riportassero verso valori più contenuti rispetto a quelli attuali. La BCE ha evidentemente valutato che un’economia europea stagnante, combinata con l’attuale situazione di forte incertezza finanziaria sui mercati, costituisca un mix quanto mai pericoloso e che ogni opportunità di intervento debba essere colta appena possibile.

Gli effetti sull’economia e la finanza saranno maggiormente apprezzabili nel medio termine, mentre su alcuni mercati i riflessi sono più immediati. Tra questi mercati c’è senz’altro quello dei mutui, che da vari mesi è in crescente sofferenza per le tensioni legate al costo del denaro per le banche e al conseguente aumento progressivo degli spread da parte degli istituti stessi.

La situazione non è delle migliori: in pochi mesi gli spread medi sui mutui sono praticamente raddoppiati, passando dall’1,20% - 1,30% di marzo al 2,50% - 2,60% di inizio novembre. E se si vanno a vedere i fogli informativi delle banche, alcuni indicano addirittura spread al 3,5% o al 4,5%. L’incremento è forzato dal deprezzamento dei titoli di Stato italiani, la cui conseguenza è l’aumento dell’ormai famoso spread BTP – Bund. Proprio in questi giorni tale spread ha toccato nuovi massimi, e tuttora permane oltre quota 400 punti, una soglia certamente costosa sia per il nostro debito pubblico che per le banche che devono approvvigionarsi di liquidità. Il risultato è una contrazione della capacità di operare per gli istituti bancari se non a costi crescenti per la clientela, così negli ultimi mesi trovare mutui a condizioni accettabili e banche disposte ad erogarli si è fatto via via più difficile.

I dati di Banca d’Italia e Assofin registrano un calo delle erogazioni rispetto al 2010 già nell’ordine del 6-7%, ma tale contrazione è destinata ad aumentare da qui a fine anno. Anche le richieste stanno rallentando, e per ora solo l’importo medio dei mutui si mantiene costante intorno ai 130.000 euro. Il taglio tassi di 0,25% della BCE potrà  contribuire solo in parte ad allentare la tensione sul mercato mutui. Certamente ne beneficeranno tutti coloro che stanno già rimborsando un mutuo a tasso variabile, grazie all’arretramento che gli indici Euribor dovrebbero registrare a seguito del taglio BCE.

Anche le nuove offerte potranno beneficiare del calo dell’Euribor,  e lo scenario di prospettiva al ribasso per i tassi, delineato dallo stesso Draghi per il prossimo futuro, potrà contribuire a tenere bassi anche gli indici IRS, quelli utilizzati per definire i tassi fissi dei mutui. Un calo dei tassi di un quarto di punto ha come effetto una riduzione tra i 10 ed i 15 euro per un mutuo da 100.000 euro, quindi teoricamente i mutui costeranno un po’ meno ed il costo del denaro si avvicina nuovamente ai suoi minimi storici. Purtroppo a fare da contrappeso c’è la situazione di difficoltà sui mercati finanziari e la tensione sugli spread medi dei mutui, che non è escluso possano muoversi ulteriormente al rialzo nei mesi successivi, almeno fino a che non rientrerà almeno parzialmente l’emergenza sul fronte dello spread BTP – Bund.

In questa fase la tipologia di mutuo più consigliabile è quella a tasso fisso. Con le migliori offerte al di sotto del 5% ci si assicura un tasso comunque competitivo e che difficilmente in futuro potrà essere più basso: quando un domani dovessero ridursi gli spread, probabilmente tale ribasso sarebbe compensato da un aumento degli indici IRS, mantenendo così i migliori tassi comunque intorno al 5%. Scegliendo un variabile si può al momento essere abbastanza sicuri di godere di tassi bassi per un paio d’anni, ma nell’arco dei venti o trent’anni di durata di un mutuo le incertezze sull’andamento dei tassi resterebbero parecchie, e con il fardello di uno spread assai elevato che ci si porterebbe appresso rata dopo rata.

Fondamentale è tenere in considerazione il fatto che sul mercato vi sono attualmente fortissime differenze tra le migliori offerte e quelle più costose, con variazioni anche di due punti percentuali di spread. E’ importante quindi confrontare le offerte per trovare le più convenienti, assicurandosi risparmi fino a oltre 700euro all’anno per un mutuo di 100.000 euro.

A cura della Redazione

Confronta i mutui delle migliori banche

Fai un preventivo e risparmia

Articoli correlati