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Moratorie circa la metà delle richieste è per i mutui casa

A lanciare l’allarme è stato il CRIF, che attraverso un’analisi della situazione ha fatto emergere la fotografia di una nazione comunque in piena crisi economica, anche a causa del Coronavirus. Ecco quindi che in molti hanno scelto di fare ricorso alla moratoria sui finanziamenti e sui mutui.

Il lockdown è alle nostre spalle, la riapertura delle attività produttive ha ripreso il suo corso, permettendo alle imprese e ai nuclei familiari di tornare a una sorta di normalità e di guardare nuovamente al futuro. Non basta però riprendere le attività: la lunga chiusura ha comunque provocato un vero tsunami economico nel nostro Paese, tanto che in molti sono stati costretti a fare ricorso alla moratoria sia sui prestiti sia sui mutui accesi per l’acquisto della casa.

Il CRIF lancia l’allarme: aumentano le richieste di moratoria

A lanciare l’allarme, di recente, è stato il CRIF – Centrale Rischi Finanziari – che, attraverso un’analisi della situazione, ha fatto emergere la fotografia di una nazione comunque in piena crisi economica, anche a causa dell’avvento del Coronavirus. Ecco quindi che in molti hanno scelto di fare ricorso alla moratoria sui finanziamenti e sui mutui, misura varata dal Governo Conte bis in piena emergenza sanitaria, per dar modo a chi ha situazioni debitorie derivanti da finanziamenti e mutui, di mettere in pausa le rate dei pagamenti.

Mutui immobiliari e richieste di moratoria

La maggior parte delle richieste di moratoria è rappresentata da quelle per i mutui a carattere immobiliare. Esse rappresentano il 46,6% sul totale, e provengono da privati cittadini, spaventati dalla situazione contingente che non permette soluzioni diverse a quella di chiedere una boccata di ossigeno, con la speranza di una ripresa in tempi brevi.

Anche i prestiti personali sono oggetto di richiesta di moratoria, ma in questo caso si tratta del 26,6%. In coda le istanze per i mutui di liquidità, che hanno ottenuto il 12,6% dei richiedenti e per finire, i prestiti finalizzati, per cui è stata ottenuta la moratoria dall’8,6% dei cittadini.

La situazione tradotta in denaro

La richiesta di moratoria sui mutui per la casa è davvero necessaria quando la capacità economica delle famiglie è abbattuta da una situazione così anomala come quella che si è presentata durante il lockdown. Non si tratta di casi di insolvenza per cattiva propensione dei debitori, bensì dell’impossibilità a onorare gli impegni presi con le banche a causa dello stop obbligato dal governo per cautelare la salute pubblica.

Secondo lo studio condotto di recente dal centro studi del CRIF, la cifra media sospesa grazie alla concessione di moratoria sui mutui immobiliari è pari a 630 euro: una bella boccata di ossigeno quando si devono fare davvero i conti al centesimo per andare avanti.

Cosa prevede il DPCM “Cura Italia”

La moratoria è la misura inserita all’interno del decreto Cura Italia, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 17 Marzo, che, per ciò che concerne i mutui sulla casa, prevede una sospensione fino a 18 mesi delle rate nel caso in cui il finanziamento sia stato concesso per l’acquisto della prima casa.

Secondo quanto stabilito dal decreto, è possibile ricorrere alla moratoria per un massimo di due volte, per un periodo singolo di 12 mesi, e comunque il periodo massimo concesso non può superare i 18 mesi. Le domande andavano presentate, entro i termini stabiliti dal decreto, direttamente alla banca che ha emesso il mutuo, senza la necessità presentare l’ISEE, l’indicatore della Situazione Economica Effettiva.

A cura di: Emilia Urso Anfuso

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