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La BCE non tocca i tassi, rialzi più lontani - Commento MutuiOnline

9/09/2011 in “Analisi mercato mutui

L'inflazione, secondo Trichet, resterà ferma "intorno al 2%" fino a fine anno per poi scendere nel 2012. In pratica la Bce ha ribilanciato il rischio di recessione (più alto) e di inflazione (più basso).

Il presidente della Banca Centrale ha anche sottolineato che la politica monetaria "resta accomodante e i tassi di interesse bassi".

Cambia quindi ancora, nel giro di pochi mesi, la prospettiva anche per i mutui. «Infatti – fa notare Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline.itil rallentamento della ripresa e dell’inflazione ha generato una inversione di tendenza nei tassi: dopo l’aumento della BCE ad inizio luglio la crescita dell’Euribor si è fermata ed ha innescato la retromarcia, con un calo rispetto ai massimi di luglio».

«Ancora più marcata – continua Anedda – la discesa degli IRS, gli indici di lungo termine, scesi mediamente di oltre lo 0,80% in soli due mesi e tornati ai minimi storici del 3% toccati un anno fa».

Si apre così una nuova, interessante opportunità per il tasso fisso, con le migliori offerte che partono appena dal 4,3%. Assicurarsi contro le incertezze future dei tassi torna a essere poco costoso, dopo che i fissi si erano portati verso il 5% e la loro stagione d’oro sembrava volgere al termine.

«Tale situazione – sottolineano in MutuiOnline.it – si rivela opportuna sia per chi debba sottoscrivere un mutuo, sia per coloro che già ne hanno uno e vogliono passare, con una surroga a costo zero, ad una soluzione più prevedibile oltre che conveniente. Non a caso l’osservatorio di MutuiOnline.it, forte di quasi 100.000 richieste di mutuo solo nel 2011, registra un ritorno di preferenze per il tasso fisso, le cui richieste negli ultimi due mesi sono salite dal 33% al 38% del totale».

MutuiOnline registra un aumento anche nella richiesta di mutui a tasso variabile (dal 41% al 43%), per le prospettive di allungamento dei tempi per i possibili rialzi. In effetti, il cambio di scenario, sottolineato anche dalle parole di Trichet, porta a nuove valutazioni sulle prospettive dei tassi e apre ipotesi del tutto nuove per il loro andamento futuro: a questo punto, non solo diventa poco probabile un aumento prima della metà del 2012, ma anche il livello al quale i tassi di riferimento arriveranno in un futuro più lontano potrebbe rivelarsi più basso rispetto a quello che le valutazioni basate sugli andamenti storici lascerebbero pensare.

«La situazione economica e finanziaria dell’Europa – rileva Anedda – è in profonda trasformazione ed è legata di più a elementi nuovi che agli eventi storici precedenti, e questo potrebbe rendere poco attendibili le proiezioni dei tassi basate unicamente su tale storicità».

Si conferma invece la progressiva perdita di interesse per i tassi variabili con cap (scesi dal 24% al 17%), dato che i livelli massimi garantiti del tasso sono saliti oltre il 5,5% se non addirittura il 6%, quindi poco convenienti rispetto a un tasso fisso ed anche al pur incerto tasso variabile.

La situazione di incertezza sul mercato influisce peraltro anche sulla facilità con la quale le banche stesse operano, e diversi istituti preferiscono al momento restare alla finestra in diversi settori, mutui compresi. «Nello scegliere il proprio mutuo – raccomanda Anedda – è quindi importante valutare le offerte di un elevato numero di banche, in modo da poter individuare quelle che realmente offrano le migliori condizioni e permettano quindi di sfruttare al meglio la situazione di mercato attuale».

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