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Mutui: anche a settembre si surroga!

15/10/2014 in “Analisi mercato mutui

Mutui: anche a settembre si surroga!

Il numero di richieste di mutui per surroga continua ad aumentare. Anche nel mese di settembre si è registrato un segno positivo riguardante le richieste presentate dalle famiglie italiane: secondo l’Osservatorio MutuiOnline di settembre, si tratta del 19,9% delle richieste totali, contro il 6% dello stesso periodo del 2013. Un trend partito a luglio e consolidatosi nel periodo estivo, dopo il crollo verticale dell’anno precedente.

Scendono invece le erogazioni mutui prima casa: in termini aggregati, prendendo in esame i dati a settembre, il numero di mutui concessi si è assestato su un -9,8% rispetto allo stesso periodo del 2013, confermando il fatto che i portafogli delle famiglie italiane sono ancora fortemente condizionati dal periodo di crisi. Il tasso di disoccupazione ancora molto alto, specialmente nelle fasce più giovani della popolazione, limita da un lato la propensione ad investire sul lungo periodo e dall’altro la fiducia delle banche nel concedere il credito.

Indicativo il fatto che, laddove possibile, si cerchi di attingere ai risparmi: le classi di importo finanziabili più richieste vanno da 50.000 a 150.000 euro, con un aumento di +3,6% del loan-to-value per cluster 41-50% e + 2,1% per cluster 51-60%. Merito anche di un orientamento del mercato sempre più favorevole alla concessione di spread particolarmente appetibili a fronte di loan-to-value molto bassi.

Gli istituti di credito riservano a chi chiede un mutuo non superiore al 50% del valore dell’immobile uno spread che va dal 2,1% di Credem al 2,25% di Unicredit e 2,3% di Intesa SanPaolo.

Un ulteriore dato che emerge dall’analisi mensile di mutui online è che l’importo medio richiesto è di 126.882 euro, contro i 131.796 del secondo semestre 2013.

Una conferma dell’atteggiamento prudenziale degli acquirenti, ma anche della contrazione ormai stabile del mercato immobiliare che ha implicato una progressiva riduzione dei prezzi delle abitazioni.

Si consolida anche la scelta degli italiani di investire meno, ma sul lungo periodo: la durata dei mutui più frequentemente richiesti è 25 anni, +2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Conferme anche per quanto concerne “la carta di identità del mutuatario tipo”: 36-45 anni, residente al Centro Nord, quasi sempre con contratto a tempo indeterminato.

Una cattiva notizia questa per i giovani ed i precari, che non riescono ancora ad accedere con solide basi alle spalle a finanziamenti sul lungo periodo. Sicuramente un miglioramento generalizzato si avrà solo quando il mercato del lavoro mostrerà forti segnali di ripresa.

Nel frattempo, ci si aspetta che la politica monetaria della Bce ed i recenti tagli sui tassi possano influire positivamenti sugli investimenti: il costo dei finanziamenti diminuirà, parallelamente al costo del denaro. Questa immissione di liquidità nei Paesi dell’Unione Europea permetterà un allentarsi della morsa sugli investitori e una ripresa ulteriore dell’erogazione di mutui che potrebbero, al di là delle ormai tanto frequenti surroghe, tornare ad essere appetibili per i consumatori. 

A cura di Alessia De Falco
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