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Bolla immobiliare: prezzi alti a Toronto, più equi a Milano

Pubblicato il 10/10/2017

Aggiornato il 10/12/2019

Bolla immobiliare: prezzi alti a Toronto, più equi a Milano

L’andamento del mercato immobiliare in ogni singolo Paese è una diretta conseguenza delle condizioni economiche in cui versa quel territorio. Attualmente il settore fa registrare in molte parti del mondo una diminuzione del valore delle case, con delle eccezioni in alcuni territori dell’Asia, dell’America e dell’Europa. In alcune città di questi Paesi si sta verificando il fenomeno della cosiddetta bolla immobiliare, un aumento dei prezzi fino a livelli insostenibili per i redditi medi. Il trend è stato riportato dal rapporto annuale Global Real Estate Bubble Index, stilato da Ubs Wealth Management: il rischio bolla interessa soprattutto la città di Toronto, che si piazza al primo posto della classifica, seguita da Stoccolma, Sydney e Hong Kong.

Per quanto riguarda l’Europa i prezzi salgono vertiginosamente ad Amsterdam, Francoforte e Monaco di Baviera. “Il binomio”, si legge nella ricerca, “tra costi di finanziamento bassi e aspettative rialziste ha spinto le valutazioni alle stelle, esacerbando il pericolo di bolle locali".

A rischio bolla anche Londra, dove è forte l’interesse degli investitori internazionali, ma che con l’uscita dall’Europa ha visto durante il 2017 una frenata del mercato residenziale. L’analisi di Ubs riporta anche le metropoli valutate positivamente, come Singapore, Boston, New York, nonché la capitale economica italiana, Milano. 

La città meneghina offre valutazioni interessanti, visto che un professionista nel settore dei servizi deve lavorare in media meno di 6 anni per acquistare un appartamento di 60 metri quadrati. In città i prezzi delle case si attestano a un livello inferiore del 30% rispetto al periodo pre-crisi (2007), anche se per il prossimo anno si prevede una leggera risalita dei prezzi (fino al 2%), a causa delle compravendite in costante aumento. Gli ultimi dati dell’Agenzia delle Entrate parlano di un +8,3% per il mercato milanese, un trend che favorisce anche la diminuzione dei tempi necessari a vendere.

I costi a Milano variano in base alle diverse zone. In via Moscova, corso Garibaldi, via Varese, via Volta e via San Marco i valori medi vanno dai 6.000 euro al metro quadro per gli immobili da ristrutturare ai 10.000-12.000 euro per il nuovo (dati Tecnocasa). Cifre alte anche a Brera e Porta Romana con prezzi rispettivamente di 7 mila e 8 mila euro al metro quadro per le soluzioni particolarmente signorili e in ottimo stato.

Un’indagine riportata nella news "Mercato immobiliare: il trend del 2017" evidenzia che alcune aree del capoluogo lombardo risultano essere le più dinamiche in Italia in termini di transazioni effettuate. Un esempio è la zona Ortles-Spadolini-Bazzi, un territorio cresciuto grazie alla riconversione dell’ex stabilimento Iveco e al recente progetto terziario Symbiosis (Beni Stabili). In futuro susciterà sicuramente interesse la zona dello Scalo Ferroviario di Porta Romana, l’area a Sud del capoluogo che beneficerà della riqualificazione energetica di alcuni condomini ed edifici pubblici tramite l'utilizzo dell'acqua di falda, oltre all'ampliamento dei servizi di car sharing elettrico e bike sharing (con l'arrivo di nuove stazioni). 

Ricordiamo che anche gli acquirenti milanesi, come nel resto d’Italia, usufruiscono dei bassi tassi dei mutui. Nella news "Mutui: più convenienti con l’euro forte" abbiamo evidenziato la preferenza per il tasso fisso, visto il differenziale minimo (circa un punto percentuale) con il variabile.

Collegandosi al portale MutuiOnline.it è possibile avere un’idea delle proposte di prestito praticate dagli istituti di credito, che in questo periodo applicano spread particolarmente convenienti. Per un cliente-tipo che vuole comprare una prima casa (autonomo 45enne, residente a Milano, reddito 5.000 euro mensili, importo richiesto di 170.000 euro da restituire in 15 anni, valore dell’immobile 350.000 euro) si scopre che il prestito a tasso fisso più conveniente al 4 ottobre è quello offerto da Veneto Banca. Con Mutuonow la rata da corrispondere è di 1.051,44 euro mensili al Tasso Fisso dell’1,45% (Taeg 1,65%), con costi di istruttoria e perizia che si attestano sui 550 e 128,10 euro.

Per il tasso variabile e con gestione online si distingue Monte dei Paschi di Siena, che permette al cliente di pagare 987,82 euro al mese a un tasso dello 0,6% (Taeg 0,79%). In questo caso si corrispondono solo i costi di perizia, per un ammontare di 300 euro.

A cura di: Paola Campanelli

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