Sequestro

Per sequestro si intende in generale privare qualcuno della disponibilità di un bene. In questa pagina però vogliamo parlare nello specifico del sequestro giudiziario. Quest'ultimo ha sempre uno scopo cautelare, vale a dire che serve per impedire che un certo bene venga modificato in modo contrario a come dovrebbe essere utilizzato per legge. 

Tramite il sequestro giudiziario l'autorità si pone nella posizione di gestire o di custodire il bene sequestrato. Questo provvedimento può avere come oggetto: 

  • Dei beni su cui esistano delle controversie, per quanto riguarda ad esempio la proprietà o il possesso. Serve a far sì che al momento dell'esecuzione di una sentenza, il bene possa andare effettivamente a chi ne è il legittimo proprietario o possessore. 
  • Delle prove che potrebbero essere alterate o che comunque devono essere usate ai fini di un'indagine. 

Perché un bene sia sequestrato occorre che il giudice ritenga presenti contemporaneamente due circostanze:

  • Il fumus boni iuris, vale a dire che sussistono elementi tali da far presumere che il diritto che una persona rivendica sul bene detenuto da un'altra esista e debba essere tutelato. Un esempio è quello di un creditore che rivendica dei diritti sui beni di un debitore. 
  • Il periculum in mora, cioè il timore che i beni possano essere distrutti o sottratti. 

Per ottenere il sequestro giudiziario di un bene il richiedente deve presentare un'istanza presso un giudice, che, se troverà fondata la richiesta, nominerà un custode e stabilità tempi e modalità per la gestione dell'oggetto sequestrato. In genere, il custode è una persona estranea ai fatti – vale a dire che non è né l'attuale detentore né chi ha fatto richiesta di istanza – ma il giudice può anche decidere che sia uno dei due contendenti, se è in grado di fornire garanzie adeguate.

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