Esecuzione forzata

L'esecuzione forzata è un modo in cui se una parte in un contratto è inadempiente nei confronti dell'altra, viene obbligata ad attenersi al contratto. Perché sia effettuata, c'è bisogno di un titolo esecutivo, come ad esempio un ingiunzione di pignoramento da parte di un ufficiale giudiziario. Senza di esso, l'esecuzione forzata non è assolutamente legale. Un esempio: un creditore non può presentarsi a casa di un debitore insolvente e pretendere che questo gli consegni la propria auto come rimborso per il debito non pagato.

Avviene a seguito di una sentenza e può essere di due tipi: 

  • Generica: quando riguarda un debito, e riguarda quindi l'esproprio dei beni del creditore affinché siano venduti per risarcire il creditore. Ad esempio, una casa oggetto di un'ipoteca legata a un mutuo, che a seguito dell'insolvenza del mutuatario entra in possesso della banca e viene venduta a un'asta giudiziaria. 
  • Specifica: quando riguarda un oggetto preciso del contendere. È il caso di una costruzione realizzata senza rispettare le distanze legali, che deve essere abbattuta. 

Si arriva all'esecuzione forzata al termine di una procedura che ha modalità e tempistiche precise. Per il mutuo, si procede così: 

  • La banca invia un sollecito al mutuatario che non ha pagato le rate, cioè una comunicazione informale che può avvenire anche a voce.
  • Quindi passa alla diffida, cioè a una comunicazione formale in cui lo invita a pagare quanto dovuto, altrimenti il contratto sarà rescisso.
  • Il passo successivo è l'atto di precetto, con cui il mutuatario deve procedere a pagare entro 10 giorni, altrimenti si procederà al pignoramento.
  • Entro 90 giorni dal precetto, la banca deve richiedere che si proceda al pignoramento. A scrivere l'ingiunzione del pignoramento è un ufficiale giudiziario, che si incarica di eseguire l'esproprio. 

Torna al glossario

RICERCA MUTUO
Comune di domicilio
Comune dell'immobile