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Il sorprendente ritorno dell'anatocismo

17/07/2014 in “Ultime novità mutui

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Il decreto legge sulla crescita ha riservato una sorpresa, quella relativa al ritorno dell'anatocismo, termine ostico che in pratica cela la possibilità per gli istituti bancari di applicare interessi sugli interessi.

Si tratta di un tema abbastanza controverso, destinato a provocare nuove polemiche e già il fatto che nessuna forza politica rivendichi la regola incriminata, l'articolo 31, che permette al Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (CICR) di stabilire modi e criteri per permettere la produzione di interessi sugli interessi - pur limitando tale possibilità ad un anno - sembra eloquente testimonianza della sua impopolarità.

Va ricordato che si tratta di un tema con ricadute abbastanza pesanti sugli intestatari di conto corrente, ove lo stesso vada in rosso. Ricadute che sarebbero minori di quanto accaduto in precedenza, quando gli interessi erano calcolati su base trimestrale, ma che hanno una valenza comunque negativa agli occhi di una opinione pubblica molto sensibile su temi come questo. Va però ricordato che il democratico Francesco Boccia, Presidente della Commissione camerale al Bilancio, ha immediatamente tenuto ad affermare che la volontà del suo partito sarebbe a prova di bomba e dunque contraria ad un ritorno, anche se edulcorato, dell'anatocismo. Andrebbe peraltro ricordato che proprio Boccia era stato l'estensore di un progetto di legge firmato da 44 parlamentari, tra cui gli attuali ministri Madia e Boschi, contro l'anatocismo, poi confluito in un emendamento entrato nell'ultima legge di stabilità.

Proprio l'emendamento in questione, con primo firmatario Antonio Castricone, è paradossalmente all'origine di quanto sta accadendo oggi. Va infatti ricordato come quell'emendamento - comma 629 della legge 147 del 2013 - oltre ad incaricare il CICR di stabilire come dovessero essere prodotti gli interessi delle operazioni bancarie, stabiliva che quelli capitalizzati periodicamente non potevano produrne altri. Una formulazione che però, secondo alcuni esperti, non andrebbe ad operare una chiara distinzione tra le quote di capitale e quelle che sono il risultato della capitalizzazione di interessi, con l'ovvia conseguenza di produrre un divieto generalizzato.

Nella realtà l'anatocismo si verifica solo quando gli interessi scattano sugli interessi prodotti nel corso del tempo da un capitale, circostanza che era il vero oggetto del comma 629. Insomma la discussione nata in questi giorni e le preoccupazioni espresse da alcuni settori politici, sembrano destinate al massimo a dare materia per una battaglia parlamentare, senza andare ad incidere sulla situazione reale. 

Sarà ora il Parlamento a doversi occupare del tema, senza pericoli immediati per gli utenti bancari, con il Cicr chiamato a stabilire i nuovi interessi ripuliti dall'anatocismo, compito cui del resto era chiamato anche con il comma 629.

A cura della Redazione
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