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Affitti brevi: i limiti della tassa AIRBNB

14/06/2017 in “MutuiOnline informa

Dallo scorso primo giugno è entrata in vigore la nuova normativa sugli affitti brevi – la cosiddetta tassa AIRBNB, di cui si può leggere nella news "Sono le case vacanze l’alloggio preferito dai turisti italiani" – che prevede l’obbligo per gli intermediari immobiliari di operare le ritenute del 21% sugli affitti incassati e versati ai locatori.

Il decreto legge 50/2017 specifica che tale ritenuta dovrà avvenire solo all’atto del pagamento al beneficiario e non quando i mediatori ricevono i soldi dagli affittuari. Inoltre la trattenuta potrà essere versata al Fisco entro la metà del mese successivo: dunque per i pagamenti di giugno 2017 si avrà tempo fino al prossimo 16 luglio.

Tuttavia, a oggi esiste un problema oggettivo che non permette di versare la ritenuta al Fisco e che deriva dalla mancanza del codice tributo, che l’Agenzia delle Entrate non ha ancora comunicato: la stessa Agenzia avrà tempo fino al 23 luglio (90 giorni dalla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 24 aprile) per emanare un provvedimento che lo definisca.

Il versamento della ritenuta voluto dall’esecutivo ha lo scopo di ridurre il fenomeno delle locazioni in nero. In questo modo il legislatore si assicura un prelievo su tutti gli affitti turistici brevi senza passare dal locatore, il quale si troverà soggetto passivo della ritenuta. Ricordiamo che la nuova norma prevede l’obbligo per l’agenzia mediatrice di inviare alle Entrate i dati dei contratti, con sanzioni fino a duemila euro in caso di accertamento di eventuali irregolarità.

Non mancano le critiche sulla web tax da parte delle Associazioni di categoria. Secondo la FIAIP, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, quanto emanato andrà a danneggiare pesantemente le locazioni brevi.

Il disappunto riguarda in particolare il comma 3-bis dell’articolo 4, proposto dall’esecutivo nell’ultima manovra correttiva, il quale equipara il proprietario di un certo numero di proprietà immobiliari destinate all’affitto breve a un imprenditore. “I proprietari di casa”, commenta Paolo Righi, presidente nazionale FIAIP, “qualora siano costretti a diventare imprese, venderanno i propri immobili e sposteranno i loro investimenti all’estero, mettendo così in pericolo la ricettività turistica extra alberghiera, mentre gli agenti immobiliari e i portali italiani per non subire i costi del provvedimento faranno incassare gli affitti direttamente ai locatori”.

La locazione breve resta, anche con la nuova legge, la soluzione più redditizia rispetto al classico contratto di affitto (4+4 anni). Entrambe le soluzioni inducono i risparmiatori ad acquistare una casa ad uso investimento. Come anticipato nell’articolo "Immobili: torna l’acquisto per investimento", le compravendite effettuate per ottenere un profitto sono salite quasi del 2% tra il 2013 e il 2016.

Volendo acquistare una seconda casa, è possibile anche sottoscrivere un finanziamento a condizioni particolarmente vantaggiose. Su MutuiOnline.it è possibile trovare la migliore offerta di mutuo attualmente sul mercato, scegliendo la tipologia di tasso che più si addice alle proprie esigenze. La richiesta al 6 giugno di un impiegato 40enne (residente a Lecce, prestito a tasso fisso di 100.000 euro da restituire in 20 anni, valore dell’immobile di 200.000 euro) ha come proposta più conveniente Mutuo Valore Italia Tasso Finito di Unicredit. La quota mensile da corrispondere è di 498,81 euro, al Tan dell’1,85% e Taeg al 2,23%. Le spese di istruttoria sono di 500 euro, la perizia invece costa 211,06 euro. Il mutuo è diretto a tutte le persone fisiche che agiscono per scopi strettamente personali e dunque non riconducibili all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale che eventualmente svolgono.

Qualora la scelta ricadesse sul tasso indicizzato, si distingue il finanziamento Mutuo Casa 20 Anni Tasso Variabile di Credem che permette al cliente di pagare una rata di 440,84 euro al Tan dello 0,57% e Taeg dell’1,13%. Le spese di istruttoria sono di 1.200 euro mentre quelle di perizia ammontano a 280 euro.

A cura di Paola Campanelli
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