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I mutui sono ancora un affare

14/05/2017 in “MutuiOnline informa

A ottobre dello scorso anno ricorrere a un mutuo per comprare un immobile era un vero e proprio affare, con i valori del fisso fermi al 2,03% e lo stesso dicasi per chi optava per il tasso variabile, che lo scorso marzo ha raggiunto il suo minimo storico segnando l’1,04. Ne abbiamo parlato nell’articolo "Mutui: dal record di costo del 2006 al record di convenienza del 2016", quando ci aspettavamo che i bei tempi dei tassi ai minimi prima o poi finisse.

Lo stesso rischio ha finito per essere scongiurato nel giro di poche settimane, fino a quando la Banca centrale europea non si è espressa azzardando che - come scritto nell’articolo "Mutui: non finirà l’era dei tassi bassi" – i tassi potranno rimanere così bassi, se non ridursi, ancora a lungo.

In un’analisi che riguarda un periodo di tempo più lungo, ci viene in aiuto l’Osservatorio di MutuiOnline.it per ricordarci che acquistare casa con un mutuo nel 2012 voleva dire scegliere tra un tasso fisso al 6,02% o rischiare con un tasso variabile al 3,70%: lo stesso tipo di investimento vede oggi i valori del fisso scesi al 2,34% e quelli del variabile arrivare all’1,08%. Il breve periodo in cui l’Eurirs si è alzato, lasciando presagire una inversione di tendenza, è stato sufficiente per ridurre le richieste dei mutui a tasso fisso di quasi un punto, passando dall’81,3% al 76,5%. Stabili invece le erogazioni, che si sono assestate all’86,7% calando solo dello 0,1%. Il favore è andato ai mutui a tasso variabile, che dopo un paio di trimestri in calo hanno visto aumentare le richieste fino a costituire il 21,8% del campione rilevato, mentre le erogazioni sono state comunque inferiori rispetto a quelle del trimestre precedente, solo l’11,8% perché a guadagnare terreno c’è stato il tasso misto con l’1,2%.

La durata dei mutui richiesti si è mantenuta su livelli stabili, con l’intervallo dei 20 anni che prevale per il 28,6%, seguito dalle lunghe durate, fra i 30 e 40 anni, che fanno rilevare il 22,8%. Il dato più interessante arriva invece per le erogazioni, visto che gli istituti hanno concesso mutui per il 32,1% della durata di 20 anni e solo per il 17,6% della durata di 30-40 anni.

Dopo gli aumenti del primo trimestre dell’anno fino a toccare i 128.072 euro, l’importo medio richiesto torna ad abbassarsi a 124.970 euro, ma il dato non corrisponde a quello dei mutui erogati, visto che l’importo medio in questo caso segna 125.136 euro, oltre 2.500 euro in più dei primi tre mesi dell’anno.

Le rilevazioni sulle somme richieste hanno in cima alla classifica l’intervallo di importo compreso tra i 50.000 e i 100.000 euro con il 37,4%, seguito dall’intervallo 100.000-150.000 euro con il 31,2%. Le erogazioni vedono i valori allinearsi, con l’intervallo 50.000-100.000 euro al 38,5% e le somme ricomprese tra i 100.000 e i 150.000 euro al 31,3%.

Se guardiamo il loan-to-value, il valore dell’immobile coperto dal finanziamento, vediamo una prevalenza dell’intervallo dal 70 all’80% con il 35,8% delle richieste, mentre al secondo posto, a notevole distanza con il 16,4% troviamo l’intervallo 60-70%.

L’Osservatorio fornisce anche i dettagli sulle caratteristiche dei mutuatari: la provenienza, l’età, la professione. Il mutuo non è più una spesa affrontata in età matura, visto che quasi una richiesta su quattro, il 24,7%, arriva da giovani di età compresa fra i 26 e i 35 anni. Per contro, le erogazioni sono leggermente più basse per questa classe di età (23,5%), dando prevalenza per il 48,7% a mutuatari fra i 36 e i 45 anni.

Infine la professione. L’82,2% è un lavoratore a tempo indeterminato, il 14,% un lavoratore autonomo e il 2,5% un pensionato. Quest’ultima categoria è anche al centro della statistica rivelataci da Gruppo Tecnocasa e trattata nella nostra news "Immobiliare, tra gli acquirenti anche i pensionati, dove scriviamo che nel secondo semestre 2016 hanno rappresentato il 9% degli acquirenti immobiliari. Dal loro canto, le banche hanno elargito prestiti a lungo termine per l’88,5% a titolari con un impiego fisso e per l’8,2% a lavoratori autonomi. Il 2,7% era pensionato.

Per controllare l’andamento dei tassi, capirne di più sui mutui e raccogliere preziose informazioni prima di richiedere un finanziamento, basta entrare su MutuiOnline.it, consultare gli Osservatori Tassi e le Guide e gli Strumenti: il sito consente anche di mettere a confronto le offerte migliori di mutuo di oltre 60 istituti di credito, per trovare quello più conveniente secondo le specifiche esigenze di spesa.

A cura di Paola Campanelli
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