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Mutui: le manovre sbloccano il mercato

3/04/2016 in “MutuiOnline informa

mutui

Il mercato dei mutui continua a muoversi, lentamente ma nella direzione giusta. Gli effetti delle manovre finanziare danno i primi segnali e la maggiore liquidità concessa alle banche continua a tradursi in maggiore credito a disposizione delle famiglie.

I primi riscontri arrivano dal rapporto mensile dell’ABI, i cui dati precedono ogni altra fonte sul mercato visto che a produrli sono le banche stesse.

Così, gennaio si è chiuso portando un +0,8% all’ammontare complessivo di mutui concessi rispetto a un anno fa e le rilevazioni sono buone anche a livello aggregato visto che i prestiti all’economia sono passati rispetto al 2007, periodo pre-crisi, da 1.673 a 1.826,8 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.414 miliardi di euro.

La ripresa del mercato contrasta con l’andamento dei prezzi, che non seguono l’aumento della domanda, mentre la crescita dei mutui alimenta un circolo positivo di acquisti di abitazioni nella provincia, dove i prezzi sono ancora molto più accessibili: l’incidenza delle compravendite è qui intorno al 70% rispetto al 60% dei mercati metropolitani.

L’Osservatorio Immobiliare Nomisma del 2016  ha monitorato 13 province di media grandezza (Ancona, Bergamo, Brescia, Livorno, Messina, Modena, Novara, Parma, Perugia, Salerno, Taranto, Trieste e Verona), rilevando in queste città un recupero del settore immobiliare dopo i colpi presi negli ultimi anni.

Contestualmente all’aumento delle concessioni di finanziamenti, si riducono i tassi di interesse sui nuovi mutui: a febbraio la media dei tassi fissi e variabili ha raggiunto il 2,40%, dal 2,49% del mese precedente e al 3,49% nel febbraio del 2014. I nuovi valori al ribasso rendono sempre più interessante il tasso fisso, che continua a essere privilegiato dagli italiani nei due terzi dei contratti di mutuo.

Secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it a febbraio è stato scelto nel 74,3% dei casi contro il 22% del tasso variabile e la cautela guida anche la scelta della durata richiesta più di frequente, ventennale nel 26,3% dei casi, seguita dai 15 anni nel 23,9% dei casi.

Stessa sorte per l’importo domandato, sceso a 116.319 euro, contro i 116.872 euro del primo semestre 2015.

Non si attenua l’ondata dei mutui di surroga anche in questo primo periodo di anno, che fa segnare il 65,3% delle erogazioni totali, seguite per il 28,6% dai mutui per acquisto della prima casa.

Le buone notizie riguardano anche le sofferenze nette bancarie, che a fine gennaio si sono attestate sugli 83,6 miliardi di euro rispetto agli 89 miliardi di euro registrati a dicembre, oltre 5 miliardi di euro in meno. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è il 4,64% a gennaio e il 4,94% a dicembre 2015.

E in ultimo lo spread, il “prezzo” praticato sui finanziamenti dalle banche per il loro servizio, che continua ad attestarsi su livelli sempre più bassi. A febbraio 2016 è infatti risultato pari a 206 punti base, quando era stato 209 punti base il mese precedente e oltre i 300 punti prima degli anni della crisi, toccando a fine 2007 il limite massimo dei 329 punti.

Per farsi un’idea del costo di un mutuo per l’acquisto di una prima casa basta fare un confronto e richiedere un preventivo su MutuiOnline.it, il portale che compara le migliori offerte dei principali istituti di credito sul mercato.

Al 1 aprile, simulando la richiesta di un impiegato 35 anni residente a Milano, con reddito di 2.600 euro mensili e un importo del mutuo richiesto di 135.000 euro (valore immobile 180.000 euro, durata mutuo 25 anni), il miglior prodotto a tasso fisso risulta essere quello offerto da BancadinAmica. La rata mensile è di 609,04 euro, il Tan 2,55% e il Taeg 2,63%. Le spese di istruttoria sono di 338 euro e quelle di perizia pari a zero.

BancadinAmica offre il prodotto più conveniente anche nel caso di mutuo a tasso variabile. Alle stesse condizioni, la rata mensile ammonta a 524,57 euro, il Tan è di 1,26% e il Taeg 1,31%. Identiche a quelle per il tasso fisso le spese di istruttoria e perizia.

A cura di Paola Campanelli
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