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Tassi fissi e variabili: cosa tenere d’occhio per scegliere bene

21/03/2016 in “MutuiOnline informa

tassi interesse mutui

Si torna a parlare di tasso fisso e tasso variabile. Perché in una congiuntura come quella attuale dei mercati finanziari, l’imbarazzo della scelta tra mutui e tassi convenienti potrebbe fuorviare il consumatore, che deve invece tenere d’occhio, al fine di operare la scelta migliore, più parametri di valutazione.

La cosa positiva è che siamo sì in un periodo di deflazione, con i prezzi dei beni che tendono a scendere e in una condizione non favorevole per il debitore, ma è anche vero che gli attuali tassi di interesse interbancari decidono altrettante condizioni positive per i debitori. A questi sono infatti collegati gli andamenti di Eurirs e Euribor, gli indici che determinano parte del tasso di interesse di un finanziamento insieme allo spread praticato dall’istituto di credito. 

L’Eurirs, l’indice sul quale viene calcolato il tasso fisso, è sceso negli ultimi due mesi sotto l’1%, dall’1,6% di inizio anno (indice a 20 anni) e lo stesso è accaduto per l’indice a 25 e 30 anni che ha perso dai 60 ai 70 punti base.

Allo stesso modo, la politica monetaria espansiva della BCE, la popolare operazione di Quantitative easing con l’immissione di liquidità sul mercato bancario, ha ridotto l'Euribor, che determina invece il tasso finale dei finanziamenti variabili: quello a tre mesi vale oggi -0,2%. E se consideriamo che questo indice va sommato allo spread praticato dalla banca, qualora questa non avesse stabilito il famoso tetto minimo, il tasso finale applicato sarà inferiore allo spread stesso.

All’interno di questo quadro ci si chiede cosa conviene scegliere quando si accede a un mutuo per acquistare casa. Il tasso fisso è una certezza per chi ha una propensione al rischio bassa e qualora la durata del finanziamento sia lunga da non permette previsioni con così largo anticipo.

Anche il tasso variabile è in questo momento molto interessante, perché ai minimi storici, ma non sapremo come andrà veramente l’economia nei prossimi anni, se non basandoci sulle previsioni degli esperti.

Viene in soccorso così un ulteriore indicatore importante a cui è necessario guardare: il tasso sui depositi bancari. Parliamo del saggio di interesse praticato dalla Banca centrale europea sulle somme tenute in deposito dagli istituti di credito. Ma anche questo tasso, allo stato attuale, segna valori negativi: le banche, proprio a causa della manovra del Quantitative easing, si sono trovate con un eccesso di liquidità che ne ha abbassato il costo.

E così i tassi sui depositi sono al momento intorno allo -0,4%, mentre si paventa per i mesi futuri un’ulteriore discesa al -0,5%, a opera della BCE intenzionata a indurre le banche a ridurre le riserve di liquidità e ad aumentare invece i prestiti a privati e aziende, condizione necessaria per la ripartenza dei consumi e dell’economia in generale. Con conseguente crescita dell’inflazione, si spera a quei livelli minimi consentiti per una ripartenza.

Una volta valutate tutte queste variabili, la scelta del mutuo può avvenire confrontando le migliori soluzioni sul mercato. Su Mutuionline.it è possibile trovare la soluzione più conveniente in maniera facile e gratuita.

Simulando la richiesta di un impiegato di 35 anni residente a Milano, reddito 2.600 euro mensili e importo mutuo 135.000 euro (valore immobile 180.000 euro e durata mutuo 25 anni), la migliore offerta di finanziamento a tasso fisso al 21 marzo è quella di BancadinAmica. La rata mensile è di 609,04 euro, il TAN 2,55% e il TAEG 2,63%. Le spese di istruttoria sono 338 euro, quelle di perizia gratuite.

Mutuo BancadinAmica è il più conveniente anche nella categoria tasso variabile. Simulando la richiesta di un impiegato di 35 anni residente a Milano, reddito 2.600 euro mensili che richiede un mutuo di 135.000 euro (valore dell’immobile 180.000 euro, durata mutuo 25 anni). La rata è di 526,14 euro, il TAN 1,26% e il TAEG 1,32%. Le spese di istruttoria sono ancora di 338 euro, e anche in questo caso, non sono previste spese di perizia.

A cura di Paola Campanelli
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