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Immobili: la rivalutazione dagli anni '90

29/06/2015 in “MutuiOnline informa

rivalutazione immobili

Il mercato immobiliare è stato il settore che negli ultimi anni ha risentito maggiormente della crisi economica. Nonostante questo, la casa e gli immobili in generale restano gli investimenti preferiti dai risparmiatori, sempre più attenti ai fattori rendimento e rivalutazione del capitale, motivi che hanno portato ad acquistare nelle grandi città alla fine degli anni novanta.

Un’indagine dell’Ufficio studi di Tecnocasa ha stabilito che in Italia gli immobili si sono rivalutati mediamente del 42,2% dal 1998 a oggi.

La ricerca stila una classifica delle città in cui il valore degli immobili è cresciuto maggiormente: in cima alla graduatoria abbiamo la provincia di Napoli con l’84,8%, seguita da Roma con il 79,8% e Milano con il 63,4%. Il capoluogo partenopeo è quello in cui fino al secondo semestre 2006 sono state rilevate percentuali record: +203%, quando i picchi di rivalutazione registrati sono stati del 113,1% al Sud, dell’83,5% al Centro e del 63% al Nord.

Diverso il discorso nei capoluoghi più piccoli e nell’hinterland delle grandi città, che hanno visto una crescita rispettivamente del 15,7% e del 25,5%, circa la metà di quanto constatato a livello nazionale. La ragione delle percentuali più basse è da attribuire al proliferare delle nuove costruzioni, più difficili da realizzare nei grandi centri: questo boom immobiliare, che si è avuto tra la fine degli anni '90 e gli inizi del 2000, ha contribuito a contenere i prezzi di mercato.

Dal 2007 a oggi la fase discendente del mercato immobiliare nazionale registra una diminuzione del 33,6%. I capoluoghi nel quale le case hanno perso maggiormente valore sono stati Bologna (-43,6%) e Bari (-40%): gli immobili che hanno ceduto meno sono quelli locati a Milano (-24,6%) e Firenze (-28,3%).

Sempre nello stesso periodo, la perdita di valore nelle diverse macro aree è stata abbastan­za vicina: -33,6% per le grandi città, -35,5% per i capoluoghi di provincia e -35% per l’hinterland. La diminuzione dal secondo semestre del 2007 è stata più rilevante nelle aree del centro Italia e del Mezzogiorno, rispettivamente con -36,7% e -36,6%, seguite dal nord Italia con -34,2%.

Nell’ultimo anno il calo ha colpito anche le quotazioni del mercato non residenziale. I locali a uso commerciale hanno registrato una contrazione dei prezzi compresa tra il 3,6% e il 3,9%. Su questo segmento si registra una buona domanda da parte degli investitori, che puntano a rendimenti tra l’8 e il 10% a seconda del grado di rischio dell’investimento.

Più bassi i rendimenti sul mercato residenziale: nelle grandi città italiane si è attestato intorno al 4,2% nel primo semestre del 2014. I centri che hanno avuto un rendimento annuo più elevato sono Genova e Verona, con il 5,3%: a seguire troviamo Palermo (5%), Bari (4,4%), Bologna (4,1%), Milano (4%) e Firenze (3,9%).

A cura di Paola Campanelli
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