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Cos'è il tasso di usura?

Il tasso di usura è un tasso di interesse che eccede il limite ammesso dalla legge, cioè supera il tasso effettivo globale medio (TEGM) stabilito trimestralmente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Per capire se un mutuo è “a rischio usura” occorre confrontare il costo complessivo con la soglia del trimestre.

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Il tasso di usura: cos'è e come difendersi

⏰ In 30 secondi:

  • Un tasso è usurario se supera la soglia prevista per legge;
  • Per la verifica, conta il costo totale del finanziamento, non solo il tasso;
  • In caso di usura servono perizia tecnica e documenti contrattuali.

Il tasso di usura è il limite legale oltre il quale gli interessi applicati a un finanziamento sono considerati usurari. Nel linguaggio comune, il termine usura richiama prestiti illeciti concessi da usurai, ma sul piano normativo la disciplina è ben più ampia e coinvolge anche le banche e gli intermediari finanziari. Vediamo nel dettaglio cos’è il tasso d’usura, come si calcola la soglia, chi rischia di subire condizioni usurarie e come tutelarsi.

Cos'è un tasso d'interesse usurario?

Quando si sottoscrive un mutuo casa o un altro finanziamento, ci si impegna a restituire alla banca il capitale ricevuto più gli interessi passivi, secondo il piano di ammortamento del mutuo. Un tasso d’interesse è usurario quando eccede il limite fissato dalla legge per quel tipo di operazione.

Il riferimento normativo è la Legge 108/1996, che ha disciplinato in modo organico il fenomeno dell’usura nell’ordinamento italiano. La legge introduce un meccanismo automatico per individuare il tasso oltre il quale gli interessi sono sempre considerati usurari, basato sui tassi medi praticati dal mercato.

Le rilevazioni sono affidate a Banca d’Italia, che ogni trimestre comunica il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) per ciascuna categoria di operazione finanziaria. Il TEGM è la media dei tassi effettivamente applicati da banche e intermediari finanziari nel trimestre precedente, comprensiva di commissioni, remunerazioni e spese (escluse imposte e tasse).

Come si calcola il tasso usuraio?

Il calcolo del tasso soglia segue una formula prevista dall’art. 2 comma 4 della Legge 108/1996, che a sua volta rinvia all’art. 644 del Codice Penale.

La determinazione avviene in tre passaggi:

  • si parte dal TEGM rilevato trimestralmente da Banca d’Italia per la categoria di operazione interessata;
  • il valore viene aumentato di un quarto (cioè del 25%);
  • al risultato si aggiungono ulteriori 4 punti percentuali.

A questa formula si affianca la regola del limite degli 8 punti: la differenza tra il tasso soglia ottenuto e il TEGM di partenza non può mai superare 8 punti percentuali. Se il calcolo della formula porta a una differenza superiore, il tasso soglia diventa pari al TEGM aumentato di 8 punti.

I tassi soglia in vigore per il trimestre corrente sono pubblicati sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sul sito di Banca d’Italia e in Gazzetta Ufficiale.

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Come riconoscere un tasso di usura?

Per capire se il tasso applicato al finanziamento è usurario, occorre confrontarlo con la soglia in vigore nel trimestre per la categoria di operazione.

Le tabelle ufficiali sono di facile lettura e riportano:

  • la data di inizio e fine trimestre, ovvero il periodo di validità del TEGM;
  • la categoria di operazione a cui si riferisce il tasso medio;
  • la classe d’importo, cioè il range entro cui ricade l’operazione;
  • il tasso medio (TEGM) del trimestre;
  • il tasso soglia, oltre il quale l’interesse è da considerarsi usurario.

Confrontando il tasso del contratto con il tasso soglia della categoria corrispondente, è possibile capire subito se la soglia è stata superata. Per consultare in modo rapido i valori soglia in vigore, si può consultare l’Osservatorio Tassi di MutuiOnline.it.

Chi può essere vittima del tasso di usura?

Contrariamente a quanto si pensa nel linguaggio comune, il tasso di usura non riguarda solo gli ambienti illeciti. L’usura bancaria è disciplinata dall’ordinamento italiano e può coinvolgere anche banche e intermediari finanziari.

Le categorie di operazioni rilevate dal MEF, in cui può manifestarsi un tasso usurario, sono diverse. Le principali includono:

  • aperture di credito in conto corrente;
  • crediti personali alle famiglie;
  • mutui ipotecari a tasso fisso e mutui ipotecari a tasso variabile;
  • finanziamenti alle imprese (anticipi su crediti, sconti commerciali);
  • factoring e leasing;
  • cessione del quinto dello stipendio;
  • credito al consumo (acquisto rateale, credito revolving).

Per valutare se l’interesse applicato a un mutuo è in linea con il mercato, il parametro più immediato da osservare è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): include il tasso d’interesse e tutte le spese accessorie del finanziamento ed è quindi il vero indicatore del costo complessivo.

Confrontare il TAEG di vari preventivi è il modo più rapido per individuare l’offerta più vantaggiosa e mettersi al riparo dal rischio di sottoscrivere un mutuo troppo caro.

Per scegliere il mutuo più vantaggioso, è possibile confrontare le migliori offerte di mutuo proposte dai principali istituti di credito su MutuiOnline.it.

Come difendersi dal tasso usurario?

Chi sospetta di aver sottoscritto un finanziamento a tasso usurario può attivare diversi canali di tutela:

  • chiedere una perizia tecnica a un esperto contabile, che verifichi se il tasso applicato supera la soglia di legge;
  • rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), organismo che gestisce le controversie tra clienti, banche e intermediari finanziari in modo più rapido rispetto alla via giudiziaria;
  • avviare un’azione legale contro l’istituto di credito che ha concesso il finanziamento.

Il termine entro cui agire è di 10 anni dal rimborso del mutuo o dalla chiusura del conto corrente. L’onere della prova è a carico della vittima, che deve dimostrare l’usurarietà attraverso documentazione tecnica.

Quali sono le pene previste per il tasso di usura?

L’art. 644 del Codice Penale disciplina il reato di usura, prevedendo la reclusione da 2 a 10 anni e una multa da 5.000 a 30.000 euro per chi applica tassi d’interesse usurari.

Sul piano civile, l’art. 1815 comma 2 del Codice Civile stabilisce che, se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi: il debitore è tenuto a restituire soltanto il capitale ricevuto, senza alcun interesse.

L’art. 644 c.p. distingue inoltre due tipologie di usura:

  • usura oggettiva (o presunta): si verifica quando il tasso applicato supera matematicamente la soglia stabilita per legge;
  • usura in concreto (o soggettiva): si verifica anche quando il tasso non supera la soglia, ma risulta comunque sproporzionato ed è stato ottenuto approfittando di una situazione di difficoltà economica o finanziaria della vittima.

Il modo più efficace per non imbattersi in un mutuo dal costo eccessivo è confrontare con attenzione diverse offerte prima di firmare. Mettere a paragone TAEG, durata, spese accessorie e condizioni contrattuali permette di scegliere il finanziamento più vantaggioso e di restare lontano da qualunque soglia di usura. Su MutuiOnline.it è possibile trovare gli strumenti per confrontare le proposte dei principali istituti di credito in pochi minuti, in modo gratuito e senza impegno.

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Ultimo aggiornamento maggio 2026

A cura di: Martina Moretti

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